Le Figlie di Maria vendono i loro tesori immobiliari
La Fondazione costretta a cedere il patrimonio per ripianare le grosse perdite Tra i pezzi pregiati un’area edificabile in via Rolando che ospita l’orto di Agraria
SASSARI. Per 180 anni ha offerto assistenza e servizi, prima agli orfani e poi agli studenti. Adesso l’ex Istituto delle Figlie di Maria (ora diventato Fondazione), chiede aiuto al territorio per tenere in vita la scuola, rilanciare le attività sociali e valorizzare gli edifici storici che possiede al centro della città, ora in gran parte inutilizzati perché fatiscenti.
Lo fa mettendo in vendita una buona fetta del proprio patrimonio immobiliare, unico mezzo per tenere sano un bilancio che ogni anno registra perdite per 180 mila euro, e continuare a pagare gli stipendi dei 28 dipendenti che mandano avanti la scuola elementare e materna nell’antico edificio di via Muroni. In vendita ci sono alcuni appartamenti (uno in via Cagliari, due al “nuovo grattacielo” di piazza Castello), diversi terreni agricoli fuori città e nei paesi dell’hinterland, e, fiore all’occhiello per appetibilità e valore, un’area edificabile di 3mila metri quadrati nel cuore commerciale di Sassari, in via Rolando, a due passi da viale Italia e via Amendola. Qui in un terreno libero sotto il quale scorre l’antica dragonara di Falacodda (che alimentava la fontana del Brigliadore di Santa Maria in Betlem), dallo scorso anno gli studenti della Facoltà di Agraria coltivano un orto. Donano una parte della produzione alla mensa dei poveri e vendendo quel che resta agli abitanti del quartiere, a prezzi poco più che simbolici.
Questo fino a quando qualche facoltoso costruttore non si farà avanti per comprare l’area, messa in vendita a un prezzo di 2 milioni e 300 mila euro. Ma per gli studenti questo non è un problema: «Per ora stiamo rinnovando la convenzione con la Fondazione», spiega Gabriele, uno degli studenti di Agraria impegnati nella cura di quei 3 mila metri quadri, «firmeremo l’accordo proprio in questi giorni, poi, se e quando il terreno sarà venduto, si vedrà».
Negli uffici della Fondazione sperano di vendere: «Abbiamo chiesto delle manifestazioni di interesse per tutti gli immobili messi in vendita. Oltre all’area di via Rolando, l’altro pezzo pregiato è un terreno agricolo di 119 ettari vicino alla quattro corsie Sassari-Alghero, del valore di 1 milione e mezzo», spiega la presidente del Cda, Antonella Virdis. «Finora siamo riusciti a tenere il bilancio sano grazie alla vendita di alcune proprietà, che due anni fa hanno fruttato circa un milione di euro, ma la situazione è preoccupante», continua. «Ho bussato a tutte le porte istituzionali e non per chiedere un aiuto economico a supporto delle attività della Fondazione, sono andata perfino in Vaticano, ma nessuno, né privati né enti pubblici hanno potuto venirci incontro». Quindi la scelta obbligata: «Siamo costretti a vendere, non per fare soldi, ma per mandare avanti la Fondazione. Per questo abbiamo deciso di tenere il patrimonio identitario, come gli edifici di via Muroni e di via Rolando, e il villino Comello. Ma servono soldi per le manutenzioni degli edifici e per gli stipendi dei dipendenti». Nella scuola privata studiano circa 200 bambini, fra questi dodici di loro, appartenenti a famiglie non abbienti, frequentano gratis.
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