In aula fa freddo, gli studenti vanno a casa
Allo Spano e all’Istituto commerciale protesta per i termosifoni spenti o tiepidi. E adesso si temono ulteriori disservizi
SASSARI. Ieri mattina all’ora della ricreazione circa 150 studenti dell’Istituto commerciale hanno riposto in fretta e furia libri e quaderni dentro lo zainetto e senza nemmeno aspettare il suono della campanella se ne sono andati da scuola. Motivo? Dentro le classi dell’ala vecchia a loro avviso faceva troppo freddo. E del resto i termosifoni erano spenti o comunque non funzionavano. Lo stesso hanno fatto, sempre ieri, 350 alunni su 720 del liceo scientifico Spano, che dopo un’ora di estenuante trattativa con la dirigente scolastica Maria Paola Curreli hanno rispettosamente girato i tacchi per recarsi dritti verso l’uscita. Un esodo non autorizzato, dice la preside, che a quanto pare non l’ha presa bene. «Ho chiesto ai ragazzi, alcuni dei quali con indosso soltanto una t.shirt, di avere pazienza almeno per il primo giorno, spiegando loro che mi ero già attivata affinché la situazione si risolvesse al più presto, ma in tanti hanno deciso di ignorare il mio appello». Per la precisione, ad abbandonare l’aula sono stati gli alunni di 9 classi su 31. «Non metto in discussione le proteste per il diritto allo studio, ci mancherebbe altro - continua la professoressa Curreli -, ma ieri non si gelava di certo e francamente la polemica mi è parsa alquanto pretestuosa». Morale: chi ha fatto brevis lectio si beccherà una nota individuale. «Certo - conclude la preside - non si può negare che da quando i dipendenti della Multiss non garantiscono più la manutenzione ordinaria, ma intervengono soltanto in caso di emergenza ci troviamo a gestire l’incertezza. Ora tuttavia le caldaie sono state attivate e metà dell’edificio è riscaldato». La pensa sostanzialmente allo stesso modo anche la collega Angela Fadda, dirigente del liceo scientifico Marconi. «Da noi - racconta - i termosifoni si sono accesi intorno alle 10.30 e i ragazzi hanno compreso la situazione, resta il fatto che lo spurgo in alcuni casi è stato effettuato dai collaboratori (i bidelli -ndr) e che l’assenza di manutenzione ordinaria sta creando disagi anche nella nostra scuola: abbiamo serrande rotte e piove dentro alcune aule, tanto che gli studenti di cinque classi fanno lezione nei laboratori, in biblioteca e nell’aula magna.
Va decisamente meglio - almeno per adesso - al liceo classico Azuni, dove i termosifoni sono diventati tiepidi intorno alle 10.30 e le lezioni si sono tenute regolarmente. Il preside Massimo Sechi, tuttavia, non risparmia critiche alla politica. «Purtroppo - commenta - non vedo la necessaria e doverosa sensibilità per i problemi della scuola, qui non si tratta di cattiva gestione, perché la Multiss garantiva un eccellente servizio: il fatto è che proprio non arrivano dalla politica le risorse economiche. Per il resto - conclude Sechi - non mi stupisce che gli studenti disertino le lezioni quando trovano i termosifoni spenti: siamo stati tutti ragazzi».
Qualche problema anche all’Istituto tecnico industriale Angioy (1.500 alunni distribuiti in vari corpi scolastici) e al liceo psico-pedagogico Margherita di Castelvì, come conferma la preside Cristiana Piazza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
