Raggirarono un’anziana, due coniugi condannati
Valledoria, tre anni e 4 mesi a una coppia accusata di circonvenzione di incapace La vittima prelevava in banca e loro si prendevano i soldi: in tutto 150mila euro
VALLEDORIA. Lei è una donna anziana, non più lucida per via dell’età e di un lieve ritardo mentale. Oltretutto, da quando è rimasta vedova è diventata ancora più fragile. Una vittima evidentemente “appetibile”, facile da circuire. E infatti due persone sono riuscite a ingannarla e nel giro di quattro anni – così come è stato accertato durante la fase investigativa – le hanno prosciugato tutti i risparmi impossessandosi complessivamente di circa 150mila euro.
I due – Luciano Montixi e Rita Marginesu, entrambi di Valledoria e assistiti dall’avvocato Pasqualino Federici – erano stati arrestati per questo fatto (al momento sono sottoposti alla misura dell’obbligo di firma) e alcuni giorni fa il giudice Carla Altieri accogliendo la richiesta del pubblico ministero Corinna Carrara, che ha contestato alla coppia il reato di circonvenzione di incapace in concorso, li ha condannati alla pena di tre anni e quattro mesi di reclusione ciascuno, con l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. È stata poi accolta la richiesta della parte civile (rappresentata dall’avvocato Anastasia Fara) di condanna al pagamento di una provvisionale di centomila euro immediatamente esecutiva, oltre alle spese di costituzione.
La vittima, assistita dagli avvocati Anastasia Fara e Irene Spezzigu, per anni si era fidata dei due coniugi. Nel capo di imputazione viene ricostruita la condotta della coppia Montixi-Marginesu: «Abusando dello stato di deficienza psichica e cognitiva della persona offesa, anziana, vedova, sola e non più lucida a causa dell’età e di un leggero ritardo mentale – scriveva il pm – si appropriavano dei suoi redditi e dei suoi risparmi. In particolare accompagnavano la persona offesa al Banco di Sardegna dove la stessa, presentando sovente un bigliettino con scritta la somma, prelevava quanto indicato (somme che variavano tra i 500 e i 3500 euro disponibili grazie all’accredito della pensione della donna e dallo sblocco di fondi di investimento) e subito si facevano consegnare i contanti che spendevano per assolvere alle esigenze quotidiane e nell’utilizzo frequente dei videopoker. Con l’aggravante di aver cagionato alla vittima un danno patrimoniale di rilevante gravità».
Dall’istruttoria sarebbe emerso che i coniugi imputati avrebbero realmente approfittato dell’anziana portandole via i risparmi di una vita. «È stata fatta giustizia per la povera donna privata di tutti i suoi averi», è stato il commento dell’avvocato Irene Spezzigu.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
