Operatori in rivolta, ormeggi insufficienti nelle nuove banchine
Molte le imbarcazioni che rischiano di rimanere a terra I pescatori: «Ci tolgono il lavoro, vogliamo vederci chiaro»
PORTO TORRES. Sui numeri dei posti barca che si definiranno col riassetto degli ormeggi all’interno del porto commerciale - secondo il ragionamento delle associazioni dei diportisti - non tornano i conti per garantire l’ormeggio a tutte le 87 imbarcazioni che attualmente sono attraccate nel pontile regionale. Il pontone della ditta Impremare sta per finire l’ancoraggio dei ventisette corpi morti, del peso di 7,5 tonnellate l’uno, in tutte le banchine dove saranno sistemate le barche a strascico e quelle della piccola pesca, compresa la banchina dell’Alto Fondale dove dovrebbero trovare posto le barche da diporto della cosiddetta “nautica sociale”. L’obiettivo specifico della Capitaneria di Porto e della Port Authority è quello di liberare completamente il pontile regionale, per mettere in condizione gli imprenditori che avevano vinto l’appalto sul porto turistico di poter disporre anche di quel pontile dato in concessione. «Nel pontile regionale siamo almeno cinquanta persone che soffrono disagio economico e utilizziamo la barca per poter dare da mangiare alle famiglie - dice un associato de “Lu Lidu” -, e a quanto mi è stato riferito da fonti della Capitaneria rimangono solo venticinque posti da assegnare nella banchina Alto Fondale: se la matematica non è un opinione dovrebbero quindi rimanere tante barche a terra, e non si capisce poi con quali criteri verranno scelti i diportisti bisognosi». Si preannuncia una lotta per la sopravvivenza al momento della conclusione del riassetto ormeggi, e nel piazzale del porto non si fa che parlare di questi numeri che mettono ansia e apprensione a quei diportisti che vivono solo dalla pesca. Critiche sull’operato in corso da parte dell’autorità marittima arrivano anche dall’associazione “Moletto della Renaredda” - i primi che hanno difeso, in occasioni dei lavori del porto turistico, le istanze dei diportisti - che ieri mattina hanno visto sulla banchina dell’Alto Fondale diverse imbarcazioni ormeggiate: «Chi ha autorizzato l’ormeggio delle barche - chiedono - e che requisiti legittimi avevano rispetto agli altri dell’associazione che invece dovranno superare le “primarie sociali” per avere un ormeggio?». Secondo l’associazione è «stata la Capitaneria che ha acconsentito agli ormeggi senza muovere alcuna osservazione: non abbiamo inoltre fiducia dell’interlocuzione dell’assessore alla Portualità, inaffidabile e assente in tutto questo percorso portuale». La domanda che tutti si pongono, insomma, è sempre la stessa: se a suo tempo i conti degli ormeggi confermavano il posto barca per tutti, secondo lo schema della Capitaneria, perché ora i conti non tornano e si è costretti a indire una graduatoria dei livelli sociali? Risposte che potranno arrivare alla fine dell’intervento della ditta Impremare, presumibilmente nella prima settimana di dicembre, con malumori forti che già serpeggiano tra i diportisti solo al pensiero della lotteria sociale che sceglierà gli aventi diritto.
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