Scolari al freddo da giorni I genitori protestano
OZIERI. Servirà un sopralluogo tecnico, che si svolge questa mattina, per stabilire le cause e individuare al più presto una soluzione al guasto all’impianto di riscaldamento che da giorni ha...
OZIERI. Servirà un sopralluogo tecnico, che si svolge questa mattina, per stabilire le cause e individuare al più presto una soluzione al guasto all’impianto di riscaldamento che da giorni ha trasformato le aule della scuola del Cantaro in una cella frigorifera.
Da più di una settimana i bimbi che frequentano la scuola primaria e dell’infanzia seguono le lezioni in spazi gelidi, e sono costretti a tenere indosso i giubbotti nelle ore di lezione e durante la pausa pranzo in mensa. Una situazione insostenibile che ha provocato ovviamente le proteste di genitori e insegnanti, che inizialmente avevano deciso di indire uno sciopero proprio per oggi ma che poi hanno preferito attendere gli sviluppi del citato sopralluogo.
Il problema pare essere stato causato dalla rottura di un tubo avvenuta in maniera accidentale nel corso dei lavori che due imprese stanno svolgendo in questi giorni in altre aree del plesso scolastico.
A stabilirlo sarà il sopralluogo, al quale prenderanno parte i tecnici delle due imprese che attualmente stanno operando nella scuola e il personale dell’ufficio tecnico comunale. Nel frattempo però la situazione è grave, perché in gioco ci sono la salute dei bambini e il diritto allo studio (alcune famiglia infatti non stanno mandando i propri figlia a scuola), e ha spinto i genitori dei bambini a formare un comitato che rappresenti tutte le famiglie degli alunni dell’istituto comprensivo 2.
«Il comitato – spiega una portavoce delle mamme e dei papà - dei piccoli alunni sarà un organo ufficiale e dotato di un proprio statuto, che avrà il compito di facilitare i rapporti comunicativi tra noi, la scuola e gli enti pubblici. Sarà un organismo propositivo di idee e soluzioni per il mondo della scuola ma anche portavoce delle problematiche della scuola stessa, laddove ce ne fosse la necessità». (b.m.)
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