La Nuova Sardegna

Sassari

Schiaffi agli alunni, sospesa la maestra

di Nadia Cossu

Maltrattamenti in una classe di Sorso: il giudice ha disposto per l’indagata l’interdizione dall’insegnamento per due mesi

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SASSARI. I carabinieri della stazione di Sorso hanno bussato alla porta di casa sua ieri mattina per notificarle il provvedimento del gip. La maestra di Sorso accusata di maltrattamenti nei confronti di alcuni alunni della scuola elementare del paese è stata interdetta dall’insegnamento. Il giudice ha deciso che per due mesi non potrà più entrare in quella classe dove – stando all’accusa – avrebbe fin dallo scorso anno scolastico maltrattato alcuni bambini. La denuncia era partita da circa otto mamme che, insospettite dagli insoliti comportamenti dei loro figli – qualcuno non voleva andare più a scuola, qualche altro tornava a casa con la pelle arrossata e c’era anche chi raccontava che la maestra picchiava i compagnetti – erano andate dai carabinieri di Sorso per dire che a scuola accadeva qualcosa di strano.

Le indagini sono partite immediatamente, i militari al comando del maresciallo Alessandro Masala hanno ascoltato nel dettaglio i racconti dei genitori e hanno informato la Procura della Repubblica di Sassari. Il passo successivo è stato inevitabile per far luce sulla vicenda: «Mettiamo sotto sorveglianza l’aula» era stata la decisione del pm. E infatti nella classe dove la maestra insegnava sono state installate delle telecamere che per mesi hanno registrato le lezioni. I video hanno purtroppo confermato i sospetti dei genitori: i piccoli venivano schiaffeggiati, colpiti alla schiena, sbattuti contro la porta, minacciati di continuo. Alcune mamme avevano raccontato di «un insolito atteggiamento di chiusura» da parte dei figli. Una bambina aveva confidato che la maestra «aveva percosso un suo compagno di scuola dandogli uno scapaccione» e che ogni volta che questo compagno «si alzava dal banco e faceva qualche capriccio, l’insegnante lo picchiava colpendolo con delle manate sulla schiena» oppure «alla testa e al collo e spesso sbattendogli i quaderni in testa». Qualche altro bambino – stando sempre al racconto dei genitori – quando rientrava a casa dopo le lezioni «scoppiava a piangere» chiedendo alla madre «di non farlo più tornare a scuola o di trasferirlo di sezione».

Il pm Leo era stato chiaro: «Queste condotte stanno determinando uno stato di agitazione e timore negli alunni che appaiono impauriti e timorosi di subire azioni violente da parte dell’indagata, la quale abusa del potere di controllo e disciplina nei confronti dei bambini a lei affidati». Bisognava fermare quei maltrattamenti. E così il sostituto procuratore ha chiesto nei confronti della maestra sessantenne una misura interdittiva: sospensione dall’insegnamento. Il giudice per le indagini preliminari Antonello Spano lunedì ha convocato l’indagata nel palazzo di giustizia di Sassari per l’interrogatorio di garanzia. L’insegnante, assistita dal suo avvocato di fiducia Claudio Mastandrea si è avvalsa della facoltà di non rispondere e il giudice si è riservato. Ieri la decisione e la consegna del provvedimento da parte dei carabinieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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