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Sassari

Area Blu, Confcommercio: «Non è quello che serviva»

di Giovanni Bua
Area Blu, Confcommercio: «Non è quello che serviva»

Dopo i duri pro “ztl” arrivano le critiche anche dell’associazione commercianti Prende le distanze anche l’ex assessore Azara: spiegatemi perché lo avete fatto

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SASSARI. Non c’è pace per l’Area blu, che chiusa, aperta, semipercorribile o blindata che sia finisce sempre per scontentare tutti. Ma se le critiche dei duri della Ztl (a cui ieri si è aggiunto l’ex assessore alla Mobilità, e attuale consigliere regionale Michele Azara) erano prevedibili, a loro si sono aggiunti quelli che si immaginava avrebbero brindato per il via libera alle auto dall’Emiciclo a viale Umberto.

A disconoscere la nuova Area Blu è arrivata infatti la Confcommercio, che per bocca del suo presidente Carlo Colombino, prende le distanze dalle nuove regole: «pur riconoscendo un significativo cambio di rotta». Alla berlina il «tentativo di mediare le diverse posizioni che finisce per scontentare tutti». E «l’approssimazione con cui a Palazzo tecnici e politici tentano di dare risposte alla drammatica situazione nella quale versa la più grande Fabbrica della Città. Fin dal momento della sua istituzione, sosteniamo che questa Ztl è stata realizzata come peggio non si poteva. E le nostre proposte sono lineari da sempre: riapertura al libero traffico veicolare di tutta la zona ottocentesca, sosta di superficie libera per un’ora, creazione di ampie zone pedonali nel centro medievale. Chiedevamo un gesto eloquente, forte ed autorevole. Un segnale che sul grande tema della mobilità, e su quello più specifico della Ztl, c'è una volontà seria di rammendare gli strappi, riconoscere gli errori, cambiare, pur senza tornare indietro. È arrivato un segnale di debolezza e di mancanza di visione. A pagarne le conseguenze sarà, come sempre, la Città intera».

E se Confcommercio non è tenera, ben più duro è, come prevedibile, l’ex assessore alla Mobilità Michele Azara. «Perché l’amministrazione comunale che oggi governa la città ha deciso di ritornare indietro? Perché la grande conquista di civiltà, costruita a fatica e con un duro lavoro di anni deve essere messa da parte, senza una ragione plausibile? Eppure gli amministratori che oggi siedono ai banchi della giunta comunale di Sassari sono per la gran parte gli stessi compagni di viaggio che con me e l’allora sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau hanno lavorato con dedizione e condiviso un percorso difficile. Certo, il progetto da noi avviato con l’istituzione dell’Area Blu era solo all’inizio, ma una pietra essenziale delle fondamenta di quella che sarebbe dovuta diventare Sassari: una città migliore per i nostri figli. Sono convinto che le modifiche che oggi cambieranno il volto dell’Area Blu di Sassari non miglioreranno la qualità di vita del nostro centro storico e non serviranno a superare quelle criticità che sin dal giorno della sua istituzione, 21 marzo 2011, sono emerse e nei mesi successivi in parte anche superate».

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