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Taglio dei gettoni, l’opposizione rilancia

Taglio dei gettoni, l’opposizione rilancia

I consiglieri di Sorso Sanna e Cossu dopo la bocciatura della mozione: «Altri Comuni lo hanno fatto»

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SORSO. «Il taglio dei gettoni si può fare». È la posizione dei consiglieri comunali del gruppo Unione Riformista, Gian Paolo Sanna e Michele Cossu. Una loro mozione, che prevedeva l’azzeramento dei gettoni di presenza e la riduzione del 20% gli emolumenti per gli assessori e il sindaco, è stata discussa e bocciata dall’assemblea civica di Sorso il 28 novembre, quando la maggioranza e gruppo Pd (Mino Roggio, Michele Roggio, Daniela Ruiu) avevano espresso la non percorribilità tecnica e politica votando contro i tagli.

Oggi Sanna e Cossu rilanciano il tema. «Ci sono decine di casi in Italia: solo a Sorso non si può fare?», spiegano i due. Arzachena, Frosinone, Bergamo, Salerno, Quistello: sono soltando alcuni dei Comuni che fanno parte della lista di esempi “virtuosi” nelle mani dei consiglieri d’opposizione. «Abbiamo raccolto una serie di pareri a tutti i livelli, a partire da quello del servizio Affari generali di Sorso, fino ad arrivare all’Anci: tutti confermano la bontà tecnica della proposta», continuano.

I consiglieri di Unione Riformista non ci stanno a passare per incompetenti e populisti, e respingono al mittente la tesi secondo la quale la legge impedisca di votare l’azzeramento dei gettoni in Consiglio. «Affermare che i gettoni non si possano azzerare non trova riscontro nella realtà, perché la scelta può essere votata così come hanno fatto decine di altre amministrazioni italiane, e non capiamo perché secondo alcuni azzecca-garbugli solo a Sorso non si possa fare», spiega una nota.

Un esempio fra tutti è quello del Comune di Quistello, comunità del mantovano che conta circa 6mila abitanti. Il risparmio annuale è di poche migliaia di euro, ma ne hanno fatto una questione di principio piuttosto che contabile. «Abbiamo deciso l’azzeramento dei gettoni nel 2012 e riconfermiamo la scelta ogni anno – spiega il sindaco di Quistello, Luca Malavasi –. È un segnale di vicinanza ai nostri concittadini di cui andiamo fieri».

A Sorso, la rinuncia avrebbe invece fruttato qualcosa in più. «Sarebbe stato un bel gesto privarci tutti insieme di pochi spiccioli, per rendere alla comunità un fondo di circa 30mila euro annuali, più o meno l’entità del fondo dello sport, o se preferite oltre il doppio del fondo investito per le derrate alimentari ai bisognosi», continuano Sanna e Cossu.

La vicenda segna la spaccatura di una minoranza che non è mai stata veramente unita. «Ora il Pd dovrebbe spiegare da che parte sta – conclude il comunicato -, se è nel centro sinistra o se è già passato al centro destra».

Salvatore Santoni

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