Nessuna ingiuria al carabiniere, 41enne assolto
SASSARI. «Si no mi poi vidé ti ni bogghi l’occi». Questa frase in sassarese rivolta a un carabiniere – che tradotta significa più o meno «Se non mi puoi vedere cavati gli occhi» – secondo il giudice...
SASSARI. «Si no mi poi vidé ti ni bogghi l’occi». Questa frase in sassarese rivolta a un carabiniere – che tradotta significa più o meno «Se non mi puoi vedere cavati gli occhi» – secondo il giudice monocratico Claudia Satta non può essere configurata come un’ingiuria. E infatti ha assolto l’imputato Angelo Mauro Spanu, 41 anni di Sorso, assistito dall’avvocato Letizia Doppiu Anfossi. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione per quell’uomo che i carabinieri stavano denunciando a piede libero perché gli avevano trovato sotto la sella della moto un cacciavite, chiavi inglesi e vari attrezzi solitamente utilizzati per lo scasso. Spanu aveva precedenti per reati contro il patrimonio e, convocato in caserma dopo la perquisizione della moto per formalizzare la denuncia, si era rivolto con quella frase a un carabiniere. Ed era finito a processo. Ma il giudice Satta ha stabilito che quella frase i realtà non offendeva l’onore o il decoro del pubblico ufficiale e ha quindi pronunciato nei suoi confronti una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. (na.co.)
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