L’acqua è tornata potabile
Il M5S attacca: sulla cauzione maggioranza poco coraggiosa
SASSARI. Dopo dieci giorni dall’inizio dell’ordinanza comunale (l’ottvaa dell’anno) e a seguito delle ultime analisi compiute dall’Asl l’acqua a Sassari è stata dichiarata di nuovo potabile. Dagli esami è risultato che i parametri chimici, colore e torbidità sono rientrati nella norma ed è quindi consentito il consumo diretto da parte dell’uomo.
Una notizia che non raffredda il rovente dibattito cittadino. Di cui si è avuta rappresentazione martedì scorso in consiglio. Con un vero e proprio muro contro muro andato in scena a Palazzo Ducale sul deposito cauzionale richiesto da Abbanoa, concluso con il M5S che ha ritirato il suo ordine del giorno nel quale chiedeva la sua sospensione. E la maggioranza che invece voleva emendarlo proponendo una dilazione dei termini.
«Con amarezza rileviamo che purtroppo nemmeno 132 giorni di acqua non potabile e 8 ordinanze solo nel 2014, sono state ritenute sufficienti per fare in modo che il governo della nostra città presenti ad Abbanoa una semplice richiesta "sospensione del pagamento del deposito cauzionale in attesa di maggiori chiarimenti – attaccano i consiglieri del Movimento –. Situazione che noi giudichiamo incomprensibile, se non perché vista nell'ottica della gestione azionaria di Abbanoa che vede Sassari la terza maggiore azionista, siamo stati obbligati a ritirare un odg che, stando alla proposta della maggioranza non avrebbe dato quel segnale di forza, di coesione, e di comprensione del disagio che la città intera sta vivendo. Ci rammarica e ci rattrista l'insensibilità dimostrata, riteniamo che Sassari meriti di più, meriti più rispetto, anche da parte di chi è chiamato a rappresentarla. La politica ancora una volta si è dimostrata supina, agli interessi societari, e del meccanismo che questo muove, e cieca davanti ai bisogni reali dei cittadini, bisognosi di azioni concrete e non di semplici azioni di rimando».
A proposito della proposta del sindaco, arrivata sempre durante il dibattito, sulle “case dell’acqua”, (una sorta di potabilizzatori comunali da installare a spese di Abbanoa per fornire acqua certificata ai cittadini) se ne parla da 3 anni. E precisamente da quando Manuel Alivesi presentò una mozione per la creazione di una casa dell’acqua in città. Due in particolare le struttura allora indicate: la casina liberty e la fontana di Rosello.
Nell’aprile di quell’anno la mozione venne trasformata in ordine del giorno, senza indicazioni precise sui luoghi nei quali realizzare le “case dell’acqua”, e approvata all’unanimità nella seduta del consiglio comunale del 19 aprile, fatto decisamente raro visto che era stata presentata da un consigliere di opposizione.
Lo stesso Alivesi presentò nel 2013 un’interrogazione chiedendo conto dell’impegno dopo due anni ancora disatteso. In quell’occasione il consigliere di Forza Italia ripropose l’idea di istituire la “casa dell’acqua” alla fontana di Rosello.
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