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Sarobba: «Occorre riaprire il punto nascite del Segni»

Sarobba: «Occorre riaprire il punto nascite del Segni»

OZIERI. Si torna a parlare del punto nascite dell’ospedale Segni , servizio chiuso - anzi per meglio dire sospeso - più di un anno e mezzo fa per mancanza di “numeri” ma del quale nel territorio si...

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OZIERI. Si torna a parlare del punto nascite dell’ospedale Segni , servizio chiuso - anzi per meglio dire sospeso - più di un anno e mezzo fa per mancanza di “numeri” ma del quale nel territorio si sente molto la mancanza.

L’occasione per riaprire il dibattito è data da una vicenda, per fortuna a lieto fine, svoltasi qualche giorno fa, quando una ragazza di un comune vicino a Ozieri non riusciva a fare in tempo ad arrivare alla clinica ostetrica di Sassari e ha rischiato di dare alla luce la sua bimba nel pronto soccorso dell’ospedale Segni.

A raccontare la vicenda è l’assessore comunale alla Sanità Gigi Sarobba: «Sentite le doglie - riferisce Sarobba - la giovane ha chiamato l’ambulanza medicalizzata del 118 del Segni che è accorsa subito. Il personale medico e infermieristico del mezzo di soccorso ha capito subito che la situazione era seria e ha temuto di non fare in tempo ad arrivare a Sassari, pertanto ha allertato il pronto soccorso del Segni dove la giovane ha trovato ad attenderla l’èquipe con ginecologo, ostetrica, pediatra e infermieri pronti ad assisterla nell’emergenza. La situazione è stata tenuta subito sotto controllo, e si è potuto quindi trasferire la ragazza a Sassari, dove è stata accompagnata dall’ostetrica e dal ginecologo del Segni e ha dato alla luce una bimba bella e sana: a lei e alla mamma vanno tutte le nostre felicitazioni. Questa vicenda - dice ancora Sarobba - è emblematica della situazione di rischio che esiste nel nostro ospedale da quando il punto nascite è stato sospeso, un rischio che è più grave per le partorienti dei comuni del territorio. Perché il punto nascite di Ozieri è stato l’unico in Sardegna sotto i 500 parti all’anno a essere stato chiuso? Perché non si è tenuto conto della specificità territoriale e della situazione viaria? Perché l’Asl non ha implementato il servizio ambulanza per emergenze di questo tipo, anche fornendo un mezzo apposito e dotato dei necessari presidi? L’unica consolazione - conclude - è la grande professionalità del personale: quella non potrà mai sospenderla nessuno». (b.m.)

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