Non ci fu calunnia, legale assolto
Avvocato denunciato da due colleghi. Imputata anche la sua cliente
SASSARI. La libertà del diritto di difesa e i limiti del suo esercizio da parte dell’avvocato. Sono temi complessi che, come nel caso specifico, a volte possono finire anche in un’aula di tribunale. Dove, a dirla tutta, sono pure cominciati.
La vicenda inizia con una convalida di sfratto, da una parte gli avvocati che tutelano il proprietario dell’immobile, dall’altra il legale della donna che dovrà lasciare l’appartamento. Nell’opposizione allo sfratto, l’avvocato Giovanni Maria Canu scrive che la procedura è da annullare perché la firma del proprietario non è autentica. Come fa a sostenerlo? L’ “imbeccata” arriva proprio dalla cliente Anna Lisa Piredda (anche lei finita a processo per lo stesso reato e anche lei, difesa da Agostinangelo Marras, assolta). La donna solleva il dubbio sull’autenticità della firma rivelando che il proprietario dell’immobile vive negli Stati Uniti: «Come ha fatto quindi a firmare?».
E qui scoppia il caso. I due colleghi della controparte Gian Mario Fois e Gloria Giorico si sentono diffamati e denunciano entrambi per calunnia.
Il legale Maurizio Serra – che difendeva il collega Canu imputato – davanti al giudice Antonello Spanu non è entrato nel merito dell’autenticità o meno della firma (bisogna anche aggiungere che non c’è mai stato un accertamento peritale a confermare o smentire le accuse) ma ha incentrato la sua discussione sul fatto che un avvocato possa sostenere in aula anche la tesi più ardita a tutela del proprio cliente. Per il sacrosanto principio della libertà del diritto alla difesa. Tesi evidentemente accolta dal giudice Spanu che ha assolto i due imputati dal reato di calunnia.
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