La Nuova Sardegna

Sassari

Romangia Servizi rischia di rimanere senza contratto

di Salvatore Santoni

Nel 2015 il Comune di Sorso potrebbe annullare il rinnovo Intanto sono in scadenza i rapporti di lavoro dei dipendenti

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SORSO. La Romangia Servizi chiude il 2014 in positivo ma il prossimo anno rischia di rimanere senza contratto. È il timore emerso durante un confronto avvenuto nei giorni scorsi fra amministrazione comunale, Cda della società partecipata interamente dal Comune di Sorso e i sindacati di Cgil, Ugl, e Cisl. Stando ai tagli ai trasferimenti statali annunciati (500mila euro ulteriori rispetto al 2014), l’amministrazione comunale, guidata da Giuseppe Morghen, nel 2015 non sarà in grado di garantire la stessa entità dei contratti di servizio stipulati nel 2014 (1,5milioni). «Se i tagli venissero confermati dalla finanziaria nazionale saremo costretti a non rinnovare il contratto di gestione e ciò non comporterebbe nessun eventuale ripercussione ai danni del Comune», avverte il sindaco Giuseppe Morghen. Ma i debiti in capo alla società destano forti preoccupazioni e potrebbero affondarla tirandosi dietro anche il bilancio del Comune, che della multiservizi detiene l’intera quota: in tal caso si rischierebbe il dissesto finanziario. Nel frattempo la società ha aperto un fido bancario per pagare gli stipendi di dicembre ai 41 lavoratori in organico. Come se non bastasse, il fondo Tfr (oltre 400mila euro) esiste sulla carta ma in cassa non c’è. Sul fronte sindacale la preoccupazione è forte. Un nuovo incontro è previsto per il 7 gennaio 2015. Negli ultimi 3 anni, il Comune ha riversato nelle casse della Romangia Servizi qualcosa come 4,5milioni di euro (per remunare i lavori richiesti, è chiaro). I bilanci societari hanno retto finché anche la Regione faceva la sua parte versando un contributo per i lavoratori ex Lsu confluiti nella multiservizi nel 2007. Oggi il conto da pagare è rimasto completamente a carico del bilancio comunale. «È stata una riunione interlocutoria - spiega il segretario provinciale della Cgil, Sebastiano Crosa - dalla quale si è capito che ci sono grossi problemi per il bilancio comunale, soprattutto riguardo al Patto di stabilità. Appare chiaro che la situazione non è delle migliori. Ci rivedremo con le parti il 7 gennaio per fare chiarezza». La società ha usufruito della cassa integrazione per tutto il 2014 e per mantenere lo stesso passo nei primi 5 mesi dell’anno nuovo - allo stato attuale, così come deciso dal Governo - costerà almeno 600mila euro. In realtà, non è chiaro neanche se arriverà il rinnovo dei contratti con la società, che dopo una serie di miniproroghe si avviano alla scadenza del 31 dicembre. Sì perché il taglio ai trasferimenti pone l’amministrazione di fronte a scelte politiche importanti, e cioè se privarsi della Romangia Servizi (liquidandola) o eliminare servizi come scuolabus, Centro di aggregazione sociale e ludoteca, smontando dunque l’offerta dei servizi sociali così come la si conosce oggi. Ma a fare paura sono anche i debiti della società partecipata, erano circa 700mila euro a fine 2013. Si tratta per lo più di debiti tributari con Equitalia, che per ovvi motivi andranno pagati per non rischiare il pignoramento presso il tesoriere del Comune. «Non ci hanno ancora fatto vedere i conti definitivi ma quello che ci è stato prospettato non è niente di buono - spiega Simone Testoni, segretario provinciale dell’Ugl -. Noi ci daremo da fare con gli operai per fare più di una azione sindacale, e se sarà necessario siamo disposti anche a prese di posizione forti». Ora spetterà all’amministrazione trovare la soluzione per salvare capra e cavolo, disinnescando la bomba contabile senza tagliare servizi importanti per la collettività, e senza aumentare la pressione fiscale che ha già raggiunto massimi storici.

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