Campus universitario, la Tema ricorre al Tar
La società seconda classificata contesta i calcoli della commissione dell’Ersu Gavino Sechi: «È un fatto matematico, i primi avremmo dovuto essere noi»
SASSARI. «È un fatto matematico. Noi saremmo dovuti essere primi in graduatoria». L’ingegner Gavino Sechi, rappresentante della Tema spa, società arrivata seconda nella classifica delle offerte per l’area su cui costruire il campus universitario dell’Ersu, irrompe nella guerra da 40 milioni di euro per le residenze studentesche e annuncia, «presentiamo ricorso al Tar». La Tema spa una settimana fa ha inviato all’Ersu una richiesta per rivedere la graduatoria definitiva stilata dalla commissione esaminatrice che ha passato al vaglio le proposte pervenute all’ente regionale. La società capeggiata da Sechi e partecipata in quota minoritaria da Stefano Poddighe, dopo aver visto la propria offerta classificata al secondo posto, contesta i calcoli elaborati dalla commissione dell’Ersu: «Alla nostra proposta è stato attribuito un solo punto per quanto riguarda l’accessibilità dell’area, ma quella valutazione è sbagliata, perché il terreno è raggiungibile da ben tre vie: via Giovanni XXII, strada comunale Tana di lu Mazzoni e strada vicinale Pischina», accusa Sechi, che ha offerto all’Ersu un terreno agricolo di 6,97 ettari in località “Orti di lu paradisu” (bretella fra Latte dolce e viale Porto Torres) a un prezzo di 860.000 euro per ettaro. «Anche la valutazione della distanza dall’Università non premia adeguatamente la nostra offerta. Il terreno che abbiamo proposto è a meno di due chilometri dal punto indicato nel bando e perciò il voto relativo a questo parametro sarebbe dovuto essere il massimo previsto, cioè 5 punti», continua Sechi. Nella graduatoria finale stilata dall’Ersu invece la proposta della Tema spa occupa la seconda posizione con un punteggio totale di 66,09 (46,5 per l’offerta tecnica e 19,59 per quella economica). Al primo posto c’è l’offerta degli eredi Satta Branca e della famiglia Segni per un’area di 6,7 ettari a Piandanna, proposta all’Ersu al prezzo di 10,72 milioni di euro, e oggetto di molte contestazioni da parte degli altri concorrenti. Già una società, la Cator di Marco Cavalieri ha presentato ricorso al Tar contestando l’esclusione della propria offerta dalla graduatoria finale e denunciando l’inammissibilità della proposta risultata vincitrice. Contestazioni puntualmente rispedite al mittente da Guido Clemente, rappresentante delle famiglie che hanno vinto il bando con l’offerta dei loro terreni a Piandanna. Anche Gavino Sechi pensa che la proposta risultata vincitrice presenti diversi aspetti passibili di esclusione, ma si concentra sulla valorizzazione della sua offerta: «L’area che abbiamo offerto ha dimensioni maggiori delle altre, e il costo complessivo è di 5.996.780 euro, un prezzo congruo», spiega, «certo, come tutte le altre aree offerte, per essere idonea, occorre una variante urbanistica».
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