Natività etnica ai piedi della basilica di San Gavino
PORTO TORRES. Un forte profumo di chessa accoglie fin dai primi passi il visitatore che vuol rivivere l'atmosfera del Natale. Poi, l'ambientazione, idealmente nelle campagne della Nurra di Porto...
PORTO TORRES. Un forte profumo di chessa accoglie fin dai primi passi il visitatore che vuol rivivere l'atmosfera del Natale. Poi, l'ambientazione, idealmente nelle campagne della Nurra di Porto Torres, con macchia mediterranea a punteggiare il paesaggio, le pecore, le "pinnettas" dei pastori, la stalla senza il bambin Gesù, che nascerà la notte di Natale, ma con Maria e Giuseppe, i buoi e l'asinello rigorosamente bianco, come quelli dell'Asinara. E i personaggi, tutti con indosso il costume tradizionale bainzino, intenti a riprendere le attività dei membri dell'associazione culturale Intragnas: c'è così il gruppo che danza il “ballu tundu”, l'organettista che suona, il casaro nella “pinnetta” che prepara il formaggio, “lu funtaneri” che prende l'acqua dalla fontana, “lu rigatteri” che vende dolci tipici nella bancarella, la donna che canta, i contadini, le donne vestite da contadine. Tra le statuine, spicca quella che riproduce il piccolo Giuseppe, in braccio a mamma Settimia e al fianco del papà Carlo, col vestitino tipico dell'epoca indossato, per la sua prima uscita ufficiale, a cinque mesi, al Redentore di Nuoro. Su tutto, col ruolo di guida spirituale, la riproduzione della basilica di San Gavino. Quasi una foto dei tempi andati. È questo il presepe realizzato da alcuni membri dell'associazione culturale Intragnas, benedetto dal parroco della basilica don Mario Tanca, allestito in una delle cumbessias. Chi volesse visitare il presepe, può farlo ogni giorno, dalle 18 alle 19.
Emanuele Fancellu
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