La Nuova Sardegna

Sassari

Esperia contro Prospettive «Noi sempre trasparenti»

di Barbara Mastino
Esperia contro Prospettive «Noi sempre trasparenti»

La società di riscossione dei tributi comunali replica alle accuse dell’associazione «Contattati gli utenti che avevano fatto richiesta di accertamento sulle cartelle»

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OZIERI. È stata la stessa società Esperia a contattare singolarmente gli utenti che avevano fatto richiesta di accertamento per le cartelle Ici e Tarsu arretrate per fissare gli appuntamenti per verificare gli atti, concedendo senza alcun problema i sessanta giorni di proroga per consentire di approfondire tali verifiche da parte dei contribuenti. Così la società che si occupa della riscossione dei tributi comunali arretrati per conto del Comune di Ozieri risponde alle critiche mosse nei giorni scorsi dall’associazione Prospettive per voce di Luca Manca, che oltre a essere uno dei fondatori del gruppo è il tecnico che si è occupato di seguire le pratiche per conto di molti cittadini. Piena disponibilità, quindi, da parte della ditta appaltatrice del servizio, che in una nota chiarisce la sua posizione e ribadisce la sua «coerenza e responsabilità nel rispetto dei cittadini-contribuenti».

La società non vuole immischiarsi in dibattiti politici, ma resta sul lato tecnico e ricorda che il primo rifiuto delle istanze di rigetto non è stato un voler archiviare il problema ma ha anzi dato subito luogo a un approfondimento delle istanze presentate dai cittadini che si opponevano al pagamento delle imposte arretrate. Ciò è previsto nella procedura di accertamento - dicono da Esperia - e per questo la stessa società si è preoccupata di contattare i contribuenti per un colloqui personale e in seguito ha concesso senza alcun problema le proroghe a chi le aveva richieste. Ci sono stati anche altri casi, chiarisce Esperia, che hanno provocato «5 revisioni di avviso a seguito di ricalcolo, 2 conferme di avviso e richiesta pagamento rateale, 8 conferma di avvisi da pagare».

Nessun silenzio ma massima trasparenza, ribadisce quindi Esperia, che sottolinea come sia «assolutamente errato, falso e strumentale dire, come ha fatto Manca, che “sono stati accettate le varie anomalie presenti nelle cartelle pazze e le sospendeva per 60 giorni previa verifica e correzione delle stesse”. Non è vero nemmeno - aggiunge Esperia - che i ricorsi in autotutela “sono stati rigettati in massa con un ciclostile”, perché ogni singola pratica è stata trattata come tale e che le comunicazioni di rigetto delle istanze di annullamento sono state formulate tenendo conto che, nella loro quasi totalità, si trattava di ricorsi “fotocopia” dove erano riportate le identiche motivazioni a sostegno delle richieste di annullamento». Nessun «silenzio assordante», quindi, poiché tutte le attività sono state svolte «in maniera professionalmente ineccepibile da parte degli addetti all’ufficio Tributi e dal front office eseguito da nostro personale sin dal mese di gennaio, data a partire dalla quale i contribuenti che si sono presentati presso tali uffici hanno ricevuto tutte le informazioni richieste».

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