Niente comizi né piazze, la propaganda gira sul web
OSSI. Spente le polemiche politiche per il venir meno delle controparti (il consiglio comunale ha chiuso i battenti e il sindaco resta in carica per l’ordinaria amministrazione) ora la palla passa ai...
OSSI. Spente le polemiche politiche per il venir meno delle controparti (il consiglio comunale ha chiuso i battenti e il sindaco resta in carica per l’ordinaria amministrazione) ora la palla passa ai candidati delle tre squadre (le tre liste) che si schierano sul campo indefinito e impegnativo delle vie e delle case del paese, alla ricerca di concittadini disposti ad ascoltare il proprio messaggio. Un messaggio in parte diverso e in parte analogo nei contenuti, unificati da un unico leit-motif che per tutti è quello di lavorare per il bene del paese. Il cittadino elettore guarda e osserva, scrutando sino in fondo nelle reali intenzioni del candidato e valutando le sue effettive capacità, ma anche, forse più di ogni altra cosa, condizionato da promesse le più disparate e da vincoli di amicizie e di parentele.
C’è anche spazio per chi volesse fare un’analisi sociologica della natura delle tre formazioni che si presentano con l’intento di conquistare un posto al sole nel podio ambito del potere destinato a tenere le piccole sorti degli equilibri gestionali della cosa pubblica ossese. Alcuni candidati, ad esempio, vantano una consolidata esperienza politica conquistata in anni di attività amministrativa; altri si presentano in veste di neofiti, vantando il fatto di non essere coinvolti in situazioni pregresse discutibili e magari offrendo un bagaglio di conoscenze e di preparazione culturale che un tempo non era ritenuta indispensabile per fare carriera politica e che oggi si scopre che forse non guasta.
Altri ancora hanno l’aria nemmeno tanto velata di rappresentare i propri angusti interessi trovando il posto ritenuto più adatto per difenderli; altri sono stati infilati in elenco nel gioco sistematico di rompere le rappresentanze parentali degli avversari; altri sono lì per esigenze di rappresentanza di partito; altri sono convinti di trovare un’occasione di lavoro che non riescono ad afferrare per via ordinaria. E così via. Una delle novità di questa campagna elettorale sta nelle modalità inconsuete della propaganda. Non più comizi né piazze, ma incontri nelle sale e, soprattutto, discussioni e scambi di opinioni via web.
Ogni formazione ha il suo sito, mentre per molti candidati face book è il veicolo preferito su cui navigare, confrontarsi, incontrarsi e scontrarsi.
Pietro Simula
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