Pulina in aspettativa «Ma non mollo, proporrò ricorso»
Ancora guerra tra il preside di Agraria e il rettore Carpinelli Il Tar aveva confermato l’incompatibilità di più incarichi
SASSARI. Ci tiene a sottolinearlo il direttore del Dipartimento di Agraria che quella di chiedere l’aspettativa come professore dell’università di Sassari non è stata una scelta. Giuseppe Pulina ha dovuto sottostare a una sentenza del tribunale amministrativo regionale al quale peraltro si era rivolto dopo che il rettore Massimo Carpinelli aveva di fatto “cancellato” l’autorizzazione data in precedenza da Attilio Mastino per un doppio incarico come docente universitario da un lato e commissario dell’ente regionale Foreste dall’altro.
I giudici del Tar hanno infatti ritenuto che i due ruoli non fossero compatibili, così come aveva stabilito il rettore Carpinelli e messo il preside della ex facoltà di Agraria di fronte alla scelta: o continuare a svolgere il suo ruolo di docente e direttore del Dipartimento oppure proseguire nell’impegno in Regione per seguire le sorti di un ente, quello che sovrintende al verde dell’isola, in grave difficoltà. «Ho deciso di chiedere l’aspettativa all’ateneo - dice Giuseppe Pulina - anche per riservarmi la possibilità di ricorrere contro la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato. Considero infatti che i giudici si siano pronunciati facendo riferimento a una norma, l’articolo 13 del dpr 382, che non veniva citata dal rettore il quale invece si basa sull’articolo 6 della legge 240, la legge Gelmini insomma, che tratta degli incarichi dei professori universitari nella pubblica amministrazione. Insomma i giudici hanno risposto a un quesito che non avevo fatto».
Al di là degli articoli di legge, quando l’autorizzazione rilasciata a suo tempo da Attilio Mastino è arrivata negli uffici amministrativi dell’università è stata bloccata perché, spiega adesso il rettore Carpinelli «è risultata irregolare, non era stata seguita la procedura che prevede la legge».Gli uffici del rettorato hanno quindi affermato che gli incarichi non erano compatibili perché troppo gravosi entrambi. «Io ho dimostrato che il mio incarico universitario, sia didattico che di ricerca - prosegue Pulina - non ha subito alcuna modifica in ragione dell’impegno in Regione, quindi ritengo ingiusto ciò che è accaduto». Giuseppe Pulina era stato chiamato a fare il commissario dell’Ente Foreste nel 2014, incarico prorogato a partire dai primi di maggio. Il preside aveva accolto la proposta e chiesto subito l’autorizzazione all’allora rettore Attilio Mastino, che l’aveva concessa. Poi con l’arrivo del nuovo rettore, contro cui fra l’altro lui e altri candidati avevano perso la corsa elettorale, era cominciata una diatriba procedurale che si è conclusa con il diniego dell’autorizzazione e il ricorso al Tar. «Non ritengo di dover commentare una sentenza - aggiunge il rettore Carpinelli -. Le sentenze non si commentano ma si applicano. Per quanto riguarda gli incarichi di professori universitari al di fuori dell’ateneo la mia linea è quella di attenermi alla legge nella massima trasparenza. I “doppi” incarichi sono normati e non c’è discrezionalità del rettore nel concedere o meno l’autorizzazione. Si tratta solo di osservare la legge». Resta l’amaro commento di Pulina: «Ho chiesto l’aspettativa dopo aver messo in sicurezza i miei studenti. Ma ho dovuto rinunciare di conseguenza al ruolo di coordinatore nazionale dei presidi di Agraria. Una brutta figura per il nostro ateneo».
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