Fila di stranieri nell’ufficio del consulente
Sorso, i vicini del ragioniere agli arresti domiciliari: «Gli immigrati chiedevano gli orari del suo studio»
SORSO. La notizia dell’arresto del ragioniere Danilo Cossu (all’anagrafe Danillo) scuote la comunità di Sorso. Il sedicente “consulente fiscale” 58enne residente a Sorso - che non risulta iscritto all’albo – è accusato di esercizio abusivo della professione e violazione delle norme del Testo unico sull’immigrazione: nei giorni scorsi è finito agli arresti domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nel frattempo, nella via Borio - dove il ragioniere gestiva un regolare centro di assistenza fiscale - sono in tanti ad essersi accorti del via vai di extracomunitari. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe contraffatto una serie di dichiarazioni dei redditi di cittadini extracomunitari per far loro ottenere il permesso di soggiorno con una serie di escamotage, senza averne in realtà i requisiti.
Le testimonianze raccontano come nel Caf di Cossu non mancassero i clienti. «Capitava spesso che dei ragazzi di colore si presentassero in negozio a chiedere l’orario di apertura dell’ufficio del ragioniere», raccontano alcuni esercenti di via Borio. Gli extracomunitari che si mettevano in coda per attendere di arrivare al cospetto del presunto consulente fiscale (non risulta iscritto all’albo), facevano la fila per avere i documenti necessari a ottenere il permesso di soggiorno. La Mecca dei permessi. L’attività investigativa, partita circa un anno fa, portata avanti dalla Guardia di finanza di Sassari ha permesso di scovare alcune anomalie nella documentazione prodotta dal ragioniere di Sorso. Le indagini sono partite circa un anno fa, quando l’ufficio Immigrazione della questura di Sassari segnalò alla Guardia di finanza un’attività a dir poco “spinta”.
In sostanza, per un certo periodo pareva che Sorso fosse diventata una sorta di Mecca del permesso di soggiorno. File interminabili che testimoniano anche gli esercenti della zona, costretti spesso – loro malgrado - a fare le public relation del caso.
Erano tanti gli extracomunitari che affollavano il marciapiede di via Borio in attesa che il “consulente” aprisse la porta dell’ufficio, considerata da tanti l’accesso per il paradiso. Infatti – cosa di non poco conto - ottenere il permesso di soggiorno significa poter aprire un canale per i ricongiungimenti familiari. Nel corso delle indagini tecniche sarebbero arrivate ulteriori conferme circa l’attività illecita svolta da Danilo Cossu.
Le intercettazioni, infatti, spiegano come gli stranieri si rivolgessero al ragioniere per la compilazione della dichiarazione dei redditi senza produrre alcuna documentazione e in maniera tale da fare risultare i requisiti richiesti. (s.s.)
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