Ebola, a Sassari si è conclusa la quarantena di parenti e operatori

Da lunedì a casa la madre e le sorelle dell’infermiere affetto dal virus Il paziente è ancora ricoverato a Roma, ma le condizioni migliorano

SASSARI. Si è conclusa ieri, con la fine della quarantena per i parenti e per le persone coinvolte nelle operazioni di soccorso, la vicenda sanitaria legata al caso di Ebola che ha colpito un infermiere sassarese al ritorno da un periodo di volontariato in Sierra Leone. Per la precisione lunedì è terminato il periodo di isolamento per la madre e le due sorelle che erano in casa con lui quando ha manifestato i sintomi della malattia e da ieri sono tornate alla vita “normale” le altre 19 persone che erano state invitate dalla Asl, secondo i protocolli previsti in questi casi, ad autoisolarsi per precauzione: cioè sostanzialmente a non frequentare luoghi affollati e poi segnalare in ogni caso i sintomi sospetti. Si trattava perlopiù di addetti sanitari che erano entrati in contatto con l’ammalato nei momenti del trasferimento prima nel reparto di Malattie Infettive di Sassari e poi all’istituto Spallanzani di Roma dove il 37enne si trova ancora ricoverato. Le sue condizioni sembrano intanto migliorare perché da alcuni giorni l’uomo non ha febbre anche se dopo il ricovero a Roma si era registrata una fase di stallo nella quale la temperatura corporea era risalita accompagnata di nuovo da problemi gastrointestinali.

Con la fine della quarantena si può dire senz’altro chiusa la vicenda legata agli adempimenti sanitari che hanno anche compreso la bonifica dell’appartamento dove il giovane era stato prima del ricovero. I parenti dunque da ieri sono a tornati a casa e le altre persone coinvolte alla loro vita “normale”, compresi i due cani finiti anch’essi in isolamento.

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