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Nel taglio degli assessori la scure cade su Mauro Vacca

Nel taglio degli assessori la scure cade su Mauro Vacca

SORSO. Era intenzionato a proporre ricorso per impugnare la decisione della Regione ma alla fine ha firmato il decreto che ritira le deleghe all’assessore Mauro Vacca e porta la giunta ai 4...

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SORSO. Era intenzionato a proporre ricorso per impugnare la decisione della Regione ma alla fine ha firmato il decreto che ritira le deleghe all’assessore Mauro Vacca e porta la giunta ai 4 componenti massimi previsti per legge. È la difficile decisione assunta lunedì dal sindaco Giuseppe Morghen, a pochi giorni dalla scadenza fissata dalla Regione (4 giugno) per evitare l’avvio delle procedure di commissariamento dell’ente. A farne le spese è Mauro Vacca, l’ultimo della giunta e il penultimo degli eletti in termini di voti (336, a un incollatura dai 338 del collega di giunta Angelo Agostino Spanu). L’ormai ex assessore Mauro Vacca deteneva le deleghe alle Attività produttive, Commercio, Sport, Personale e Polizia municipale: ora rientrate tutte nelle mani di Giuseppe Morghen.

Il sindaco ha preso atto dell’ultimatum della Regione emanato il 5 maggio 2015, che minacciava l’amministrazione comunale di provvedere a ridimensionare la giunta, in ossequio alla legge regionale 4/2012.

Esultano i consiglieri comunali di Unione Riformista, Gian Paolo Sanna e Michele Cossu, che nelle scorse settimane avevano denunciato pubblicamente la scelta dell’amministrazione di mantenere lo schema con cinque assessori.

«La nostra denuncia è stata ascoltata – sottolineano i due - e la Regione ha giustamente riportato la legalità all’interno della giunta comunale obbligando il sindaco a rispettare la legge, cosa che però, nostro malgrado, a richiesto l’intervento di un organo esterno. In ogni caso, abbiamo già demandato alla Corte dei conti il compito di valutare l’inquadramento di quest’ultimo anno di riunioni di giunte che noi consideriamo del tutto abusive». L’esecutivo di Sorso sapeva di avere un componente “di troppo” fin dal 20 marzo 2015, giorno in cui l’assessore regionale Cristiano Erriu scrisse ai Comuni sardi emanando le linee interpretative della legge regionale che impone il numero massimo degli assessori nominabili. Ma per convincere il primo cittadino a levare una poltrona dalla sala della giunta - sottolineano Sanna e Cossu - c’è voluta la minaccia di commissariamento da parte della Regione.

Salvatore Santoni

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