Chiuso il parco appena inaugurato
A Ossi clamorosa decisione del nuovo sindaco: «Fundone è in stato di abbandono e pericoloso»
OSSI. Contrordine per il parco di Fundone. A un mese esatto dalla festosa inaugurazione celebrata dal sindaco uscente Lubinu attorniato da frotte giocose di bambini, il sindaco appena eletto Giovanni Serra prende la clamorosa decisione di chiudere. Lo fa con lo stesso strumento adottato dal suo predecessore che ne aveva stabilito la “disciplina di utilizzo”: un’ordinanza. L’amministrazione comunale, prende atto Serra, è proprietaria del terreno sito in località Fundone adibito a parco comunale, che in data 9 maggio «è stato messo a disposizione di tutti i cittadini». Il primo rilievo a favore della messa in discussione di tale provvedimento sta nel fatto che ciò è avvenuto senza che ancora fosse stato individuato un gestore. Le conseguenze di tale omissione sono già evidenti, pur a poca distanza di tempo. A seguito di un sopralluogo eseguito il 4 giugno scorso «si è infatti constatata una situazione precaria di manutenzione, sicurezza e guardiania», evidentemente indispensabile in un’area tanto vasta come quella, che complessivamente è estesa circa 14 ettari, di cui la metà insistente nell’area attrezzata confinante col centro storico. D’altra parte, a parere di Serra, l’idea di far «gravare la gestione sulle mansioni giornaliere svolte dai dipendenti comunali, già impegnati nelle manutenzioni del verde urbano e degli stabili comunali», non può essere presa in considerazione. In sostanza dal sopralluogo è emerso «che il parco non può essere utilizzato in condizioni di sicurezza, se non dopo l’esecuzione degli interventi necessari e la definizione dell’appalto per l’individuazione del gestore, al fine di garantire la fruizione di tutte le aree in esso contenute». È stato inoltre rilevato «che la situazione di pericolo è pregiudizievole per la pubblica e privata incolumità». Di qui la necessità per il sindaco in carica di intervenire «senza indugio». Il provvedimento è drastico. L’ordinanza impone, infatti, la chiusura immediata e l’interdizione all’accesso del parco pubblico di Fundone; stabilisce che venga riaperto solo dopo l’esecuzione degli interventi necessari per la messa in sicurezza e dopo aver espletato tutte le procedure previste per l’individuazione del gestore; dà disposizioni alla polizia municipale e all’ufficio tecnico perché venga fatta rispettare l’ordinanza e perché «vengano chiusi tutti i varchi del parco». Copia dell’ordinanza viene immediatamente trasmessa all’albo, agli uffici comunali competenti, alla stazione dei carabinieri, alla stazione forestale, alla Procura della Repubblica. La decisione era nell’aria. È stato sufficiente nemmeno un mese per capire che la situazione di provvisorietà, soprattutto in un momento di cambio di amministrazione, non poteva durare a lungo per le immaginabili conseguenze che avrebbe favorito. Oggi il parco di Fundone è immerso in un totale degrado, sommerso di erbacce e di rifiuti. Ma c’è anche nell’aria l’intenzione da parte della nuova giunta di fare una sorta di chek-up sui problemi emersi in relazione ad alcuni espropri e allo studio di compatibilità idraulica dell’area attraversata dal riu Badde.
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