Diecimila passi al giorno per respirare meglio
Ha preso il via in Pneumologia un progetto per le patologie croniche ostruttive I pazienti saranno dotati di un apparecchio che monitorerà la loro attività fisica
SASSARI. Contando i passi si guadagna in salute. In sintesi è questa la ratio che guida il progetto “Un passo per la vita” partito in sei strutture sanitarie italiane tra cui la clinica pneumologica dell’Aou di Sassari. «Abbiamo aderito al progetto - spiega il primario della clinica Pietro Pirina - perché riteniamo fondamentale che i pazienti sofferenti di broncopneumopatia cronica ostruttiva svolgano attività fisica. Una corretta attività infatti consente di migliorare non poco la qualità della vita di queste persone». E infatti il percorso formativo sponsorizzato a livello nazionale dalla Novartis, prevede che ciascun paziente con difficoltà respiratorie gravi, e comunque invalidanti, sia dotato di un contapassi di ultima generazione per misurare la sua performance quotidiana, in modo che sia motivato ad allenarsi aumentando la propria capacità respiratoria. Ogni giorno sarà compilata una scheda che alla fine del progetto sarà elaborata per ricavarne uno studio scientifico. A intervalli regolari i pazienti verranno contattati dal centro ospedaliero per supportarli e fornire le informazioni necessarie a praticare una corretta attività fisica.
Dispnea e tosse persistente, spesso associata a catarro, sono i sintomi principali della Bpco, derivante nel 90 per cento dei casi da tabagismo. La mancanza d’aria mina gradualmente la capacità di movimento dei pazienti: dalla fatica a salire le scale, alla difficoltà a passeggiare, fino alla rinuncia a camminare per brevi tragitti o a trovare impegnative semplici attività giornaliere come vestirsi o lavarsi. Per ovviare alla sensazione di fatica, i pazienti con Bpco tendono a rimanere fermi ma, più diventano sedentari più aumenta la difficoltà a compiere movimenti anche minimi. La sedentarietà è quindi controproducente perché favorisce il progredire della patologia: fondamentale spezzare questo circolo vizioso. «Abbiamo già distribuito 10 contapassi - dice ancora il direttore della clinica Pirina -ma contiamo di riceverne altri nei prossimi giorni. L’attività fisica affiancata alle terapie molto efficaci che sono oggi a disposizione permette di rallentare quel processo di aggravamento che porta addirittura alcuni pazienti a dipendere dalle macchine per poter respirare».
Un altro beneficio che si potrà ottenere, secondo gli ideatori del progetto, sarà che il paziente, una volta uscito dal centro ospedaliero, si manterrà in contatto costante attraverso un counselling motivazionale. I centri aderenti al progetto oltre a Sassari sono: l’Unità operativa di pneumologia Asl di Terni, l’ospedale San Paolo di Milano, la pneumologia Alto Garda di Arco (Trento), l’ospedale Marcianise di Caserta e la pneumologia Cnr di Palermo. È attivo il sito web www.unpassoperlavita.com.
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