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Olmedo, i minatori chiedono aiuto al sindaco Diez

Olmedo, i minatori chiedono aiuto al sindaco Diez

Silenzio dalla S&B, nuova mobilitazione del territorio. I lavoratori: «Non vogliamo che le istituzioni si dimentichino di noi»

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OLMEDO. I lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo si preparano a una nuova mobilitazione per la salvezza dei posti di lavoro. Oggi 24 giugno si sposteranno dalle gallerie dell’impianto che occupano da oltre due mesi al Comune di Olmedo per chiedere al sindaco Marcello Diez di convocare un altro consiglio comunale del territorio.

Era già successo ad aprile, alcuni giorni dopo che la multinazionale greca S&B aveva annunciato dall’oggi al domani la rinuncia alla concessione mineraria regionale e la mobilità per 36 dipendenti, in massima parte operai ma anche tecnici e amministrativi. Subito era scoppiata la protesta del personale che nel giro di poche ore aveva preso la decisione di occupare gli impianti dove dal 1992 si estrae la bauxite, un prezioso minerale che viene utilizzato per la produzione di alluminio.

I minatori e i loro rappresentanti sindacali hanno sin dall’inizio sostenuto che una chiusura dell’impianto non appariva giustificata da cali di produzione visto che nei primi mesi dell’anno erano state effettuate ingenti consegne a clienti russi e hanno immediatamente chiesto l’intervento della Regione. Oltre al consiglio comunale al quale avevano partecipato tutti i sindaci del territorio, in questo periodo si sono svolti alcuni importanti incontri tra i sindacati, l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras e i rappresentanti legali della società greca.

La Regione ha chiesto con forza che venisse valutata da parte dell’azienda la possibilità di trasformare la mobilità in cassa integrazione, considerata anche la disponibilità del ministero ad accordare l’applicazione di questo ammortizzatore sociale. La società però, da più di un mese non ha dato risposte e adesso i lavoratori e le loro famiglie sono fortemente preoccupati per il loro futuro.

Ecco perché oggi chiederanno ancora una volta che i riflettori sulla loro amara vicenda non si spengano definitivamente e che tutto il territorio faccia fronte comune per una soluzione positiva. Si spera ancora, in sostanza, che la miniera possa trovare società interessate a proseguire nell’attività estrattiva al posto della S&B che invece ha dichiarato con decisione che intende ritirarsi dal mercato. (g.g.)

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