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Sassari

Bauxite di Olmedo, ecco il momento della verità

di Gabriella Grimaldi
Bauxite di Olmedo, ecco il momento della verità

La Regione ha convocato la società mineraria S&B perché venga attivata la cassa integrazione. I lavoratori davanti al PalaSerradimigni

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SASSARI. Il 29 giugno sarà il giorno della verità per i lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo licenziati in blocco dalla società greca S&B che ad aprile ha rimesso la concessione mineraria nelle mani della Regione. L’assessorato all’Industria ha infatti convocato una nuova riunione del tavolo per definire la vertenza. Rappresentanti della Regione, azienda e sindacati, si ritroveranno nella sede di viale Trento a Cagliari, alle 14, con l’impegno di arrivare a un accordo che consenta immediatamente la presentazione al ministero del Lavoro della richiesta di concessione della cassa integrazione straordinaria per cessazione da parte dell’azienda. Nel frattempo la Regione ha già avviato la procedura per la richiesta di manifestazione di interesse, da parte di imprese interessate alla concessione del titolo minerario, con un avviso pubblico che scadrà a settembre.

Intanto, vista la mancanza di risposte da parte della società greca che già era stata sollecitata dall’assessore Piras a fare un passo indietro sulla mobilità per i 35 dipendenti, i minatori si sono presentati negli uffici del sindaco di Olmedo Marcello Diez per chiedergli un nuovo intervento. L’appello è stato stavolta per la convocazione immediata di un secondo consiglio comunale aperto a tutti i sindaci del territorio (già un primo si era tenuto all’ingresso della miniera pochi giorni dopo l’occupazione delle gallerie da parte dei lavoratori). La speranza è che l’attenzione verso una vicenda drammatica per tutto il Nord Sardegna non si spenga e infatti i lavoratori hanno anche inscenato un sit-in all’ingresso del PalaSerradimigni poco prima che cominciasse la partita della Dinamo.

«Considerato che il quadro normativo è ormai chiaro, per lunedì ci attendiamo un esito risolutivo- ha detto l’assessore dell’industria Maria Grazia Piras -. Il ricorso alla cassa integrazione consentirebbe di conciliare le esigenze dell’azienda e la massima tutela dei lavoratori attualmente in forza a S&B, in attesa che si perfezioni il passaggio al nuovo soggetto concessionario. Siamo consapevoli dell’importanza della miniera per il territorio. Il nostro obiettivo rimane la salvaguarda dei posti di lavoro e la piena valorizzazione del sito in termini produttivi».

Sulle trattative è intervenuto anche Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia Sardegna: «Trentacinque lavoratori vivono una fase di buio assoluto - si legge in un comunicato -. Non è accettabile che si proponga ai lavoratori di costituire una cooperativa che non avrebbe la capacità di competere in una situazione internazionale articolata. Attendiamo uno scatto di reni del governo Pigliaru, che vada oltre il lessico stantio dei rituali politici».

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