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Sassari

Tamalacà alla conquista di un pezzo di San Donato

Tamalacà alla conquista di un pezzo di San Donato

Le urbaniste e il loro extrapedestri “occupano” due posti auto con un gazebo È l’ennesima azione di “guerriglia urbana” per riappropriarsi della propria città

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SASSARI. Il 12 giugno Capitan Birk l’aveva anticipato in una nuova pagina del suo Diario di Bordo: la missione dell’equipaggio extrapedestre che dal 31 gennaio cerca di conquistare Sassari con la “mobilità aliena” sta giungendo ormai alle battute finali. E, dopo aver messo l’intera giunta sassarese in carrozzina per difendere i diritti dei diversamente abili, essere andati a caccia di ciclisti anonimi, aver guidato l’assalto agli spazi urbani dimenticati e essere andati a spasso per il centro a caccia a quelli dedicati alle donne, per chiudere in bellezza, gli extrapedestri, rocambolesca creazione delle urbaniste di Tamalacà, hanno scelto di concentrare tutte le loro forze su due quartieri altamente rappresentativi degli ostacoli alla “camminabilità”: San Donato e Monte Rosello.

Nel primo – come hanno messo in evidenza in questi ultimi anni i monelli del Fronte di Liberazione dei Pizzinni Pizzoni – il problema principale è determinato dalla presenza ingombrante delle auto. A Monte Rosello invece il maggiore ostacolo alla camminabilità è rappresentato dal traffico e dalla velocità delle automobili. Problemi diversi richiedono soluzioni diverse ed è proprio questo che hanno intenzione di fare Capitan Birk e i suoi: lasciare ai sassaresi degli esempi, facilmente replicabili in contesti simili, di come debba essere una città più “extrapedestre”.

In parte sono già riusciti nell’intento, realizzando in via San Cristoforo, di fronte alla scuola primaria di San Donato, un allestimento che restituisce agli abitanti di un quartiere da sempre affamato di spazi pubblici un nuovo luogo per stare insieme.

E quindi, dopo aver dimostrato in una precedente azione di “guerriuglia urbana” che in un posto auto possono entrare ben 100 bimbi festanti, dove prima sostavano due automobili, ora c’è uno spazio pubblico, di dimensioni minute ma di grande valore. Una formidabile squadra composta dalle ragazze di TaMaLaCà, dai loro amici progettisti Paola Bazzu, Simone Censi, Luciana Nattivi, Fabrizio Pusceddu e Sabina Selli (e da tanti altri complici) ha realizzato, con l’aiuto di alcuni artigiani del quartiere, una struttura temporanea, all’interno della quale trovano posto le sedute create in autocostruzione nel cortile della scuola. Ma per dirsi conclusa, la missione extrapedestre deve lasciare il segno anche a Monte Rosello. Capitan Birk sostiene che con i suoi poteri sta influenzando le menti dei tecnici del Comune per realizzare, lungo l’asse di via Manzoni, un esempio di come debba essere una strada “extrapedestre”. Sembra proprio che ci stia riuscendo, come dimostra l’apertura nei giorni scorsi di un cantiere proprio nel luogo da lui indicato. Non rimane che attendere gli sviluppi, attesi per settembre. (g.bua)

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