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Sassari

«Il Consiglio costa meno: risparmiati 100mila euro»

di Vincenzo Garofalo
«Il Consiglio costa meno: risparmiati 100mila euro»

Il presidente Antonio Piu: così siamo riusciti a tagliare i costi della politica L’assemblea meno numerosa ha pesato sui tagli solo per il 30 per cento

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SASSARI. Un anno di riunioni, 100mila euro risparmiati rispetto alle gestioni precedenti e un invito, l’ennesimo, al sindaco Nicola Sanna e alla sua giunta comunale a curare definitivamente i mal di pancia della maggioranza, ridisegnare la composizione dell’esecutivo e lavorare assieme per onorare quel 66 per cento di voti raccolti alle elezioni del maggio 2014.

Il 4 luglio l’insediamento. Il Consiglio comunale dell’era Sanna ha appena compiuto un anno (l’anniversario esatto è caduto il 4 luglio, giorno dell’insediamento a Palazzo Ducale) e il primo bilancio delle attività svolte può vantarsi già di un record: facendo un raffronto con gli anni precedenti, il consiglio comunale in carica è costato finora 100 mila euro in meno. Un risparmio dovuto in parte alla presenza di sei consiglieri in meno (l’assemblea è passata da 40 a 32 membri), ma soprattutto a un drastico taglio sulle spese.

«Il costo di sei consiglieri in meno incide per il 30 per cento sui risparmi che siamo riusciti a mettere in pratica», spiega con una punta di orgoglio il presidente del Consiglio comunale, Antonio Piu. «Consultando i dati dello scorso anno e proiettando l’analisi alla fine del 2015, i costi del Consiglio comunale dovrebbero passare da circa 340 mila euro a 220 mila euro», continua Piu.

Mai più posta. «Abbiamo eliminato tutte le spese non indispensabili e a riorganizzato i lavori dell’assemblea e delle commissioni». Sono state ridotte le presenze (rimborsate) alle riunioni dell’Anci; cancellate le convocazioni via posta per le riunioni di tutti gli organismi, e sostituite con le più semplici, dirette e a costo zero convocazioni via email; evitate tassativamente le riunioni “a vuoto” delle commissioni; il budget di spesa dei gruppi ridotto da 30 mila e 20 mila euro annui.

«Cambio di mentalità». «Non penso che nel passato il Consiglio comunale sia stato gestito in maniera sbagliata, dico solo che ora a Palazzo Ducale è cambiata la mentalità dei consiglieri». A supporto delle sue parole Piu porta altri dati: «Il Consiglio si è riunito 36 volte con tassi di presenza dei consiglieri pari al 95 per cento. E anche in tutte le commissioni si è registrata una percentuale di presenze oltre il 90».

Nove stakanovisti. Gli stakanovisti del Consiglio sono nove: il presidente Piu, Pierpaolo Bazzoni, Giovanni Crobu, Tonino Falchi, Dino Ghi, Giampaolo Manunta, Antonello Panu, Antonello Sassu ed Enrico Sini. Per loro nemmeno un’assenza durante i lavori del Consiglio. «In questo anno abbiamo lavorato molto nell’interesse della città portando a termini diversi regolamenti, fra cui quello per gli asili nido, per le strutture precarie e amovibili, e quello per i comitati di quartiere che concluderemo nei prossimi giorni. Lo abbiamo fatto per dare risposte ai cittadini e anche per affermare l’autonomia e l’autorità del Consiglio nell’esercitare le funzioni che gli sono delegate per legge».

Vicini alla meta. Funzioni che nei continui contrasti fra la giunta e la sua stessa maggioranza, in questo primo anno di mandato, sono state messe in discussione. «Ci sono state incomprensioni nella maggioranza», ammette Piu, «ma ora siamo vicini al superamento di qualunque ostacolo, e andremo avanti con l’attività amministrativa in maniera sicuramente più spedita», spiega.

«Piccolo rimpasto». «La giunta in quest’anno ha lavorato, ma è necessario operare in maniera più veloce, e questo sarà possibile se assessori e Consiglio lavoreranno assieme». Impresa che il presidente del Consiglio comunale non giudica impossibile: «Andremo avanti, ci sarà un piccolo rimpasto in Giunta, modifiche concordate non in base ai nomi degli assessori ma in base ai programmi e ai metodi da seguire – conclude –. E io continuerò a fare il presidente del Consiglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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