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Sassari

Caos sulle norme regionali per i servizi assistenziali

di Barbara Mastino
Caos sulle norme regionali per i servizi assistenziali

Anche Ozieri si unisce alla protesta di tanti comuni e sollecita interventi Occorre riformare la legge sui piani personalizzati per non danneggiare l’utenza

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OZIERI. Anche l’assessorato e il settore Servizi sociali del Comune di Ozieri aderiscono alla protesta di tanti Comuni della zona contro la confusione normativa e attuativa che caratterizza l’erogazione dei fondi regionali per gli interventi socio-assistenziali.

Il bersaglio è in particolare l’assessorato competente, al quale i comuni hanno indirizzato una lettera aperta che si trova pubblicata su vari siti istituzionali (esempio: www.comune.olmedo.ss.it) e che presto comparirà anche sul sito web del Comune di Ozieri per disposizione dell’assessore ai Servizi sociali Gigi Sarobba e in accordo con la giunta.

La missiva, indirizzata al presidente Pigliaru, all’assessore Arru, al presidente del consiglio regionale Ganau e alla commissione sanità, chiede in sostanza una radicale riforma della legge regionale 162/98, quella relativa ai piani personalizzati, e punta il dito contro alcune recenti decisioni sottolineando che «mai come ora si è palesata tanta incuria nell’assunzione di decisioni e nell’adozione degli atti conseguenti, che danneggiano utenti e lavoratori in egual misura».

Nell’applicazione della legge, e in particolare nelle recenti disposizioni attuative, lamentano i Comuni, vi sono «confusioni, inesattezze e scarsa chiarezza». In particolare si punta il dito contro gli errati richiami a delibere sui criteri di reddito da applicare e soprattutto si lamenta il «ritardo inaccettabile con cui viene resa nota la proroga dei piani in scadenza il 30 giugno, ossia il 1 luglio», stessa data della comunicazione della data di scadenza di presentazione dei nuovi piani (10 settembre).

Si accusa l’assessorato di «inerzia», perché a causa delle continue proroghe e dei cambiamenti in corso d’opera si creano innumerevoli disagi agli operatori e ovviamente agli utenti, tutte cose che «poco hanno a che fare con il rispetto per le fasce più deboli della società che si vorrebbero tutelare». Le disposizioni attuative, è la sintesi della critica, vengono comunicate con estremo ritardo e sono spesso confuse: da qui l’obbligo per gli operatori di fare “i salti mortali” per agevolare gli utenti nel predisporre i piani.

Confusione sull’Isee, dotazioni solo trimestrali oggetto di proroghe (e quindi con il pericolo che manchi la continuità dell’assistenza), mancato allineamento degli sforzi economici chiesti ai Comuni con le scadenze dei relativi bilanci: segnali della «scarsa considerazione che questo assessorato riserva a tutte le persone che rendono possibile l’attuazione dei piani stessi» e dell’«incuria dell’assessorato che, mentre assegna ai comuni i compiti per le vacanze, non si preoccupa di fornire loro gli strumenti per svolgerli».

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