Litorali urbani, bloccato il piano regionale
Lavori rinviati nella IV Commissione, chiesti ulteriori chiarimenti sui criteri per la perimetrazione
SASSARI. Stand-by in commissione regionale per l’individuazione dei “litorali urbani”. La giunta regionale, guidata da Francesco Pigliaru, aveva individuato le zone costiere con la delibera 32/12 del 23 giugno 2015. Ora il testo è all’esame alla commissione consiliare compente in materia di governo del territorio (la quarta). Già individuate due aree al lido di Alghero e allo “Scogliolungo” di Porto Torres. Ma l’assenza di Platamona – notata dal consigliere Roberto Desini - fra le perimetrazioni proposte dalla giunta regionale ha convinto i commissari a rinviare i lavori per consentire ulteriori approfondimenti. Litorali urbani. «Il posizionamento delle strutture a servizio della balneazione è ammesso nei litorali urbani senza limiti temporali, e nel periodo compreso tra i mesi di aprile e ottobre negli altri casi». È una delle modifiche che la legge regionale 8/2015 ha apportato alla vecchia 45/1989 introducendo il concetto di “litorali urbani”. Si tratta di una sorta di agevolazione per i chioschi che si trovano (o troveranno) nelle aree costiere che per vari motivi vengono considerate spazi contigui rispetto agli insediamenti abitativi.
Nel nord ovest sono due i “litorali urbani” individuati dall’esecutivo regionale. Il primo tratto di arenile è quello del lido di Alghero, 43.505 abitanti ma che con Olmedo, Putifigari e Villanova Monteleone raggiunge un bacino potenziale di 50.692 residenti. La seconda spiaggia urbana è a Porto Torres, in via Mare (cosiddetta “Scogliolungo”), che sommando i suoi 22.461 abitanti a quelli di Sassari e Sorso, arriva a un potenziale di 164.901 residenti. Il metodo. L’analisi degli uffici regionali ha tenuto conto di quattro criteri. Il primo ha considerato i centri abitati sviluppatisi natura lungo la costa. Il secondo criterio richiede che i litorali urbani siano inseriti o contigui a grandi centri urbani. Il terzo livello di valutazione introduce il concetto di snaturalizzazione: si deve trattare di zone in cui il fattore antropico sia prevalente rispetto alla naturalità dei luoghi. Infine, il quarto passaggio prevede che i litorali siano caratterizzati da un’alta frequentazione dell’utenza durante tutto l’anno e abbiano, in un raggio massimo di 15 chilometri, un bacino potenziale di almeno 50mila abitanti residenti. Il rinvio. La questione è approvata all’ordine del giorno della quarta commissione ieri mattina. Durante la seduta, i commissari hanno prima ascoltato l’audizione dell’assessore all’Urbanistica, Cristiano Erriu, e poi decretato il rinvio del parere sulla pratica. All’origine della richiesta c’è la mancata mappatura del litorale di Platamona, che si sviluppa nel territorio del Comune di Sorso. Ora spetterà alla maggioranza verificare al proprio interno le condizioni politiche per modificare (o meno) le carte annettendo il litorale di Platamona, e licenziare definitivamente il provvedimento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google