«Chilivani Ambiente, lascio i conti in ordine»
Il presidente uscente Pietro Madeddu si congeda tra saluti e precisazioni «La crisi è stata ben gestita, ora abbiamo investito e il futuro è tracciato»
OZIERI. «Lascio una società che è sana grazie al lavoro di tutti». Con queste parole il presidente uscente del cda di Chilivani Ambiente si congeda da colleghi e collaboratori, volendo comunque fare alcune precisazioni onde fugare ogni sospetto sulla gestione precedente. La società ha il bilancio a posto, ha compiuto numerosi investimenti ed è in ottima salute. La crisi che ha portato alla cassa integrazione parziale dei dipendenti è stata ben gestita ed è «frutto - dice Pietro Madeddu - di una lunga trattativa sindacale andata a buon fine», ma è stata un scelta obbligata «in quanto il piano finanziario e l’adeguamento tariffario non sono stati portati all’attenzione dei funzionari della regione dal commissario straordinario della Zir».
Madeddu quindi non esime da “colpe” il commissario Franco Figus e ci tiene a precisare che i cambiamenti importanti attuati nella società non sono frutto di decisioni prese da un uomo solo. Su tutti, la riduzione da 5 a 3 i componenti del cda: «una decisione assunta all’unanimità in un cda del mese di dicembre 2014, concretizzatasi con atto notarile, a mia firma, prima della scadenza del mandato. Inoltre tengo a precisare - aggiunge - che il taglio delle indennità degli amministratori è del circa 28 per cento, e non del 50». «In realtà e senza fare falsa demagogia - ammette Madeddu -, si sarebbero potuti effettuare tagli ancora superiori, tranne chiaramente quelli dell’ad, in quanto oggi il nuovo cda si trova con una programmazione perfettamente completata e una struttura tecnica che produce risultati più che apprezzabili».
Il tutto, come detto, è frutto di un lavoro che ha coinvolto «tutto il cda uscente, l’ad Raffaele Garau, che ringrazio per le sue ampie doti umane e professionali, il consiglio sindacale, con il suo presidente Roberto Erre in testa, e lo studio Murenu, che ha dimostrato grande competenza nell’esercizio severo e puntuale del proprio operato». A fronte di un taglio dei conferimenti pari a circa i 2/3, quindi, Chilivani Ambiente è riuscita a restare a galla, realizzando «due lotti emergenziali della discarica, che consentiranno al nuovo management di operare senza problemi fino al completamento definitivo; un gruppo di cogenerazione di corrente che è già in produzione; una programmazione che garantisce un’autonomia funzionale di almeno 10 anni». Se oggi la società può contare sulla crescita del proprio patrimonio, incrementato dagli oltre 6milioni e 500mila di investimenti realizzati reinvestendo gli utili creati negli ultimi due nostri mandati, peraltro senza l’ausilio di denaro pubblico, oltre che aver accantonato le risorse per il “post-esercizio” - conclude - , il merito va attribuito a tutti coloro hanno collaborato nella società».
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