Sechi: «Nella ex questura il campus universitario»
Il commissario della Provincia scrive al sindaco e al presidente dell’Ersu «È un’alternativa a quanto per ora offerto, in pieno centro e a costi contenuti»
SASSARI. Il campus universitario? E perché non nell’ex questura. A gettare l’idea sul tavolo, a dire il vero già abbastanza affollato, l’amministratore straordinario della Provincia Guido Sechi, che scrive al sindaco e al presidente dell’Ersu «in merito al progetto per la realizzazione del Campus universitario e offre quale alternativa alla proposte messe in campo il complesso immobiliare costituito dall’edificio dell’ex Questura di proprietà dell’Amministrazione Provinciale».
«L’amministratore straordinario – sottolinea una nota – si dice convinto della necessità di veder realizzato nel centro storico il Campus, per il quale sono stati stanziati circa 40 milioni, che attualmente rischiano di essere persi in relazione alle note criticità per l’individuazione dell’area in cui lo stesso dovrà sorgere. L’immobile della ex questura, di proprietà della Provincia, è già stato inserito nel programma delle alienazioni a cui potrebbero aggiungersi sin d’ora gli stabili adiacenti destinati a Provveditorato agli studi e ad archivio di Stato».
«Una soluzione che renderebbe immediatamente praticabile il progetto del Campus – spiega il commissario – e che consentirebbe, con una superficie totale pari a circa 6700 metri quadri di dare una migliore collocazione agli studenti fuori sede nel cuore cittadino, secondo la volontà degli stessi che hanno sempre votato contro una scelta di periferizzazione e che nel contempo, consentano all’amministrazione comunale di dare impulso a quei progetti di rivitalizzazione e rilancio del centro storico con importanti ricadute economiche».
«Un’alternativa – continua la lettera – che ha il vantaggio di far risparmiare tempo e denaro rispetto ad altre soluzioni, in quanto i tempi della riqualificazione sarebbero di sicuro meno lunghi e inoltre non sarebbe necessaria nessuna variante al Puc, in quanto gli stabili sopra descritti sono individuati come Zona G1 attrezzature del vigente Piano urbanistico comunale, per i quali è consentito il cambio di destinazione d’uso con accordo di programma e non attraverso variante urbanistica. La disponibilità di questo isolato, se acquisito allo scopo, potrebbe consentire di aprire gli scenari, più volte auspicati dall’amministrazione comunale, per la realizzazione del campus universitario diffuso, di non perdere il finanziamento e di raggiungere l’obiettivo comune che vedrebbe il Comune, la Provincia e l’Ersu convergere sull’idea di riportare nel centro storico gli studenti e nel contempo rivitalizzare l’antico tessuto urbano e sociale della città».
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