La tutela della salute pubblica primo obiettivo della Procura

SASSARI. Dopo il sequestro preventivo delle aree dove i carabinieri del Noe un mese fa hanno scoperto discariche di rifiuti pericolosi a cielo aperto, sarà la magistratura a chiarire le posizioni dei...

SASSARI. Dopo il sequestro preventivo delle aree dove i carabinieri del Noe un mese fa hanno scoperto discariche di rifiuti pericolosi a cielo aperto, sarà la magistratura a chiarire le posizioni dei tre indagati dirigenti della Syndial di Porto Torres.

I procedimenti penali aperti per far luce su eventuali responsabilità nell’inquinamento di quei siti sono due: uno è in mano al pm Mario Leo e si riferisce alle palte fosfatiche, l’altro alla collega Emanuela Greco e riguarda Minciaredda e la tristemente nota “collina dei veleni”. La magistratura sassarese attribuisce a Gianluca D’Aquila, Luigi Volpe e Francesco Misuraca (manager di Syndial) ipotesi di reato che vanno dal disastro ambientale alla gestione di discariche non autorizzate, prive della dovuta sorveglianza e regolamentazione degli accessi. La salute pubblica è al primo posto e l’attuale procuratore capo reggente Paolo Piras è molto attento a questo tema tanto che segue in prima persona le due inchieste.

Nel decreto di sequestro preventivo dell’area con le palte fosfatiche si legge che «la mancata gestione dei rifiuti ha provocato un disastro ambientale nella zona per via delle immissioni tossiche che incidevano sul complessivo ecosistema, sulle acque di falda e marine nonché sulla qualità dell’aria respirabile, determinando imponenti processi di deterioramento e con conseguente compromissione dell’habitat umano e pericolo per la salute pubblica».

Sul fronte di Minciaredda il discorso non si sposta di una virgola tanto che la Procura sassarese, in riferimento alla discarica della Marinella contesta agli stessi indagati, tra le altre cose, di «non aver posto in essere la manutenzione, la sorveglianza e i controlli volti a evitare rischi per la salute e per l’ambiente, cui erano normativamente tenuti, nonostante i dati in possesso della società (Syndial ndc) già documentassero un diffuso danno all’ambiente circostante. (na.co.)

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