Rete ospedaliera, tutti i dubbi dei sindaci
Sulla riorganizzazione dei presidi confronto tra l’assessore regionale Luigi Arru e i primi cittadini del nord ovest dell’isola
SASSARI. La riorganizzazione della rete ospedaliera appena approvata dalla giunta regionale penalizzerà il nord-ovest della Sardegna oppure il territorio potrà ottenerne vantaggi in termini di qualità del servizio sanitario? Quale sarà il futuro dei presidi di Alghero e Ozieri, che con il provvedimento diventano “di base”, invece che “di primo livello”, come sembrerebbe debbano essere se ci si attiene ai criteri stabiliti? E nel capoluogo sono previste aree filtro, ossia strutture capaci di intercettare i pazienti prima che vadano a intasare il pronto soccorso? Domande piuttosto complesse alle quali i sindaci del Sassarese proveranno a dare una risposta entro fine mese, riservandosi - attraverso un comunicato unitario, se ci sarà condivisione - di segnalare all’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru eventuali insofferenze rispetto al testo che, una volta scaduti i sessanta giorni per le osservazioni, entrerà nell’aula del consiglio regionale per essere sottoposto all’esame dell’assemblea.
Intanto ieri pomeriggio, nel corso della prima riunione della Conferenza sanitaria territoriale, i primi cittadini dei tanti centri urbani interessati alla riqualificazione della rete ospedaliera si sono riuniti al palazzo della Provincia per iniziare a chiarirsi le idee con l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru. E, nonostante l’esponente della giunta abbia - come è ovvio - difeso con forza il progetto, evidenziandone i pregi sia sotto il profilo funzionale sia sotto quello economico (la riorganizzazione nel triennio 2015-2018 porterà a un risparmio di 134 milioni di euro oltre che alla premialità di 250 milioni da parte dello Stato) qualche perplessità è emersa, specie da parte dei sindaco di Ozieri Leonardo Ladu e del suo collega algherese Mario Bruno.
L’assessore Arru durante il suo intervento non ha fatto che ribadire i concetti già espressi in settimana in altri contesti simili, invitando tutti i presenti a leggere attentamente gli allegati alla delibera prima di esprimere un’opinione sul provvedimento. «Per elaborare il testo - ha detto il titolare della Sanità - non ci siamo basati sui calcoli economici, ma su dati precisi che indicano i mali della sanità isolana. L'obiettivo è dunque quello di ottimizzare l'uso dell'ospedale individuando due ordini di criticità che devono essere superati, ovvero l'organizzazione intraospedaliera e quella territoriale». In altre parole, ricoveri appropriati, niente sovrapposizioni e ripetizioni di prestazioni negli ospedali, garanzie per la specializzazione degli interventi.
Nella nuova riorganizzazione sono individuate due aree sede di una struttura ospedaliera di tipologia più complessa, con almeno un presidio di secondo livello: il Brotzu di Cagliari e il Santissima annunziata di Sassari. Gli ospedali di Alghero e Ozieri sono invece classificati come presidi di base. Il timore - espresso anche dai primari dei due nosocomi - è che dietro questo appellativo ci sia un declassamento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
