Cedi–Sigma, firmato l’accordo ma i sindacati si spaccano
Cisl e Uil Trasporti: «I 150 dipendenti andranno in aspettativa per un mese, senza perdere il posto» La Filt Cgil: «Per loro nessun garanzia di restare al lavoro, è solo l’azienda a guadagnarci»
SASSARI. Firmato un accordo al Cedi–Sigma e alla Mercurio, ma il sindacato si spacca. Mentre Fit Cisl e Uil trasporti lo hanno sottoscritto, convinti che così verranno preservati i 150 posti di lavoro minacciati dalla crisi in cui è precipitato il Centro di distribuzione di Codrongianos che fa capo a Rinaldo Carta, la Filt Cgil si è tirata fuori. Perchè a suo parere l’accordo non da alcuna garanzia sulla futura l’occupazione dei dipendenti. Con un comunicato i segretari della Fit Cisl, Giuliano Deliperi, e della Uil Trasporti, Giuseppe Ruiu, hanno dato l’annuncio del raggiunto accordo «a chiusura della procedura di licenziamento collettivo aperta da Cedi e Mercurio, per i 150 dipendenti della piattaforma inquadrati nel contratto trasporti» (altri 40 sono invece inquadrati nel commercio). Dipendenti che si occupavano della movimentazione e preparazione delle merci per la catena di distribuzione Sigma, ex Sisa. Come si ricorderà, la Cedi era stata ammessa al concordato preventivo, vista la grave situazione di difficoltà. E Rinaldo Carta aveva dichiarato che avrebbe fatto di tutto per salvare l’azienda. «Alla luce delle trattative in corso per l’ingresso di nuovi soci – affermano i due sindacati – e per il prossimo rilancio della piattaforma si è ritenuto di evitare il licenziamento collettivo e di tenere in azienda tutto il personale». Come? L’escamotage trovato è quello di mettere «in aspettativa per un breve periodo tutto il personale in vista di una prossima, imminente ripresa dell’attività». Il periodo di aspettativa non retribuita si concluderà il 9 settembre. Secondo i due sindacati «ciò consentirà ai lavoratori di non uscire dall’azienda e mantenere i diritti acquisiti, pur rinunciando alla Naspi» e cioè l'ammortizzatore sociale nato dal Jobs Act e in vigore dal 1° maggio del 2015 che viene percepito in caso di licenziamento. Ai lavoratori è stata comunque lasciata la libera scelta di richiedere il periodo di aspettativa o di essere licenziati. I segretari Deliperi e Riu sono però sicuri che la Naspi può essere solo una soluzione momentanea.
Non la pensa così il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu: «Cisl e Uil trasporti sono stati affrettati a chiudere l’accordo e mi stupisco che non abbiano tenuto conto delle trattative avviate dai segretari del settore commercio di Cisl e Uil, anche loro impegnati in questa vicenda, che si sono rifiutati di sottoscrivere lo stesso accordo.La richiesta di aspettativa non retribuita dà garanzie soltanto all’azienda che non dovrà pagare retribuzioni e contributi – aggiunge Boeddu –. Perché Cisl e Uil trasporti non hanno utilizzato tutto il tempo previsto dalla normativa sui licenziamenti collettivi e cioè 45 giorni più trenta?». E conclude: «Comunque se i lavoratori verranno riassunti a settembre o al più tardi a ottobre mi impegno a chiedere per loro l’aspettativa».
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