Sarria: «Mai più paghe da fame per i veterinari»
SASSARI. L’Ordine provinciale dei Veterinari mette “ordine”, è il caso di dirlo, sulla vicenda dei laureati sottopagati che ha fatto diventare Sassari un caso nazionale. Il presidente Andrea Sarria...
SASSARI. L’Ordine provinciale dei Veterinari mette “ordine”, è il caso di dirlo, sulla vicenda dei laureati sottopagati che ha fatto diventare Sassari un caso nazionale. Il presidente Andrea Sarria ha inviato una lettera al suo omologo nazionale Gaetano Penocchio che aveva sollevato la polemica sostenendo che la paga oraria di un borsista all’ospedale didattico veterinario di via Vienna veniva fissata nella “ scandalosa” cifra di 60 centesimi. E critica la gestione di tutta la vicenda da parte della Fnovi perché ha agito senza informare e senza coinvolgere l’Ordine territoriale. Non solo. Sarria ha subito coinvolto anche l’Università chiedendo un incontro in rettorato nel quale ha sollecitato la trasmissione ai suoi uffici dei bandi di assunzione che riguardano laureati in Veterinaria, prima che vengano pubblicati.
Su quest’ultimo fronte il presidente Sarria ha già ricevuto risposte dall’ateneo e dal Dipartimento di Medicina veterinaria (da cui dipende l’ospedale didattico) diretto da Eraldo Sanna Passino che vanno verso questa direzione. L’obiettivo è quello «di instaurare un clima di collaborazione per evitare in futuro che giovani professionisti debbano subire la mortificante situazione di essere sottopagati proprio dall’università che li ha laureati».
Un risultato nato in seguito all’ormai famoso bando per una borsa di studio di sei mesi che la Fnovi aveva pesantemente criticato e di cui aveva chiesto il ritiro, a causa dell’importo destinato al vincitore. Trovando sostegno anche nell’Anmvi, l’associazione dei medici veterinari. Una “paga”, quella calcolata a Roma, che però, secondo il direttore del Dipartimento di Medicina veterinaria Sanna Passino non corrisponde alla realtà. Non sessanta centesimi all’ora, ma dieci euro la paga oraria prevista per due ore di lavoro al giorno di supporto alla cura degli animali ricoverati.
Proprio perché era necessario fare chiarezza il presidente dei veterinari della Provincia di Sassari ha inviato una lettera garbata ma pepata a Penocchio in cui lamenta il mancato coinvolgimento dell’Ordine territoriale. «Ho percepito una certa ingerenza da parte della Federazione, che invece dovrebbe intervenire su richiesta e a fianco agli Ordini provinciali – scrive Sarria –. Aver appreso la notizia dagli organi di stampa ha creato e crea forte imbarazzo non solo a me, ma a tutti gli iscritti all’Ordine a cui devo dare conto».A Penocchio si fa presente che «in questo particolare contesto riteniamo sarebbe stata necessaria maggiore diplomazia e non creare un caso nazionale affermando che “se l’ateneo non può tenere aperto l’ospedale didattico deve chiuderlo”».
Secondo Sarria, sarebbe «più utile a tutti un lavoro sulle linee di una possibile ricomposizione attraverso le buone regole di comportamento, di partecipazione e di rappresentanza dei professionisti». In conclusione: «In questa vicenda, ci rendiamo conto, è mancata la comunicazione, certi che l’apertura al confronto e al dialogo avrebbe sortito effetti positivi più di quanto si possa ricavare con la veemenza e il severo rimprovero. Monsignor della Casa, nel suo Galateo ammoniva:“Chi sa carezzar le persone, con picciolo capitale fa grosso guadagno”». (p.f.)
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