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Sassari

Sorso, nuovo presidente alla Romangia Servizi

di Salvatore Santoni
Sorso, nuovo presidente alla Romangia Servizi

Domenico Cuccureddu guiderà la società, Gabriele Falchi new entry nel cda I dipendenti intanto protestano per ottenere gli stipendi arretrati di luglio

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SORSO. La Romangia Servizi ha un nuovo presidente. L’assemblea dei soci della società, partecipata al cento per cento dal Comune di Sorso, si è riunita lunedì per nominare la nuova guida che dovrà traghettare la società nel periodo più cupo della sua storia. Nel Cda vengono confermati Domenico Cuccureddu, che diventa il nuovo presidente, e l’architetto Maria Laura Pes. La new entry è il geometra dell’ufficio Lavori pubblici, Gabriele Falchi, che prende il posto del dirigente del secondo settore, Maurizio Loriga, quest’ultimo destinatario di un provvedimento di sospensione nell’inchiesta legata ai presunti abusi edilizi nella villa di Marritza del vice presidente del Consiglio regionale, Antonello Peru.

La protesta. I lavoratori sono in mobilitazione già da qualche giorno, prima incatenandosi alla sede della società, presso l’autoparco comunale di via Siglienti, e poi spostandosi in alcuni punti strategici della città. Un loro sit-in era presente anche durante la manifestazione enogastronomica “Calici di stelle”, svolta l’8 agosto a Sorso. Nelle ultime ore, la protesta si è concentrata sulla richiesta di pagamento degli stipendi arretrati di luglio, del preavviso di licenziamento e del fondo Tfr residuo. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, ha assicurato che i fondi destinati ai lavoratori sono già presenti nelle casse della società partecipata e che per ricevere il pagamento sarà necessario attendere giusto i tempi burocratici che permettano al nuovo presidente di acquisire le deleghe dei conti correnti bancari.

I licenziamenti. Dall’apertura della crisi aziendale a oggi, la società ha licenziato 37 lavoratori. Escludendo gli accordi di accompagnamento a pensionamenti, pre-pensionamenti e qualche collocazione in altre ditte della zona, rimangono i 28 lavoratori: per loro l’interruzione del rapporto di lavoro è stata netta, ed è arrivata a fine luglio.

«Lasciati soli». I sindacati lamentano un comportamento ambiguo da parte dell’amministrazione comunale, che prima ha garantito accordi per mantenere le attività fino a fine dicembre 2015, per poi cambiare linea e decidere di mandare tutti a casa. Ma i lavoratori se la prendono anche con la politica regionale, rea - a loro giudizio - di aver bocciato un emendamento proposto dal consigliere Antonello Peru per garantire ulteriori 2 milioni di euro (dopo i contributi trasferiti in passato) alle aziende partecipate comunali. Da parte sua la Regione, così come deciso in una conferenza dei capigruppo, ha scelto in prima battuta di salvare le partecipate provinciali, rimandando a settembre la discussione di quelle in capo agli enti locali.

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