Le lacrime di Gavino: «Ho troppa nostalgia»
Grandi emozioni per i tre vincitori che da tanti anni vivono lontano dalla loro città d’origine
SASSARI. Con passo sicuro, forte dei sui 96 anni, Antonio Manca, nato a Ozieri nel 1919 ma residente a Sassari dal 1925, è salito sul palco per ritirare il suo Candeliere di Bronzo. Ha lavorato come geometra al catasto per una vita, ha raccontato con non poca vitalità, e oggi si gode la lunga pensione.
Lacrimoni invece per Gavino Satta, classe 1925, che non ha trattenuto l’emozione mostrando al pubblico il Candeliere d’Argento ottenuto per aver vissuto da più tempo in un centro della Penisola. Torino, per la precisione, dove si trasferì 63 anni fa in cerca di fortuna: ha dedicato il premio alla moglie che proprio quest’anno lo ha lasciato. «Venivamo regolarmente con lei e con i miei figli perché io per Sassari ho sempre avuto una nostalgia enorme». Un sogno, quello di tornare nella sua città natale che, per motivi di lavoro, non ha mai potuto coronare. L’idea di candidarsi per il Candeliere è nata nel circolo Quattro Mori di Torino che il signor Satta frequenta assiduamente. «Gli amici mi hanno incoraggiato e alla fine ho detto perché no?». È stata invece la moglie a spingere Carlo Manca, sassarese doc, del 1944, a presentare domanda per il Candeliere d’Oro. Dal 1964, quando aveva vent’anni, vive a Stoccarda, in Germania dove si era trasferito per lavorare come elettricista, attività che ha svolto per tutta la vita lavorativa. «Io i Candelieri non me li sono mai persi. Li guardo sempre a Santa Maria, zona nella quale sono cresciuto. Tutti gli anni sono qui per le ferie ma poi torno in Germania dove vivono i miei due figli e i nipoti». Carlo Manca ha ricevuto il Candeliere d’Oro dalle mani del sindaco Nicola Sanna con il quale ha scambiato alcune parole in tedesco visti i trascorsi da “emigrato” del primo cittadino. (g.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
