Ateneo contro Fnovi «Non sfruttiamo i nostri veterinari»
Il direttore Croci scrive una lettera al presidente Penocchio: «Sui compensi ai laureati è stata lesa la nostra immagine»
SASSARI. La Fnovi ha sbagliato i calcoli sulla paga al borsista dell’ospedale veterinario, ledendo l’immagine dell’Università, con una richiesta di revoca del bando immotivata. Non è tardata ad arrivare la replica dell’ateneo sulla questione sollevata dalla Federazione nazionale degli Ordini Veterinari. Che aveva denunciato sul proprio sito per il reclutamento di medici veterinari soil fenomeno dei laureati sottopagati. Arrivando a sostenere che il veterinario vincitore della borsa di studio bandita dal Dipartimento di Medicina veterinaria, per sei mesi di lavoro, novanta turni di 24 ore e uno stipendio complessivo di 1800 euro, avrebbe percepito di fatto 60 centesimi l’ora.
«I fatti così ricostruiti oltre a non essere corrispondenti al vero sono in buona misura palesemente alterati – scrive il direttore generale dell’ateneo, Guido Croci, in una nota al presidente della Fnovi Gaetano Penocchio –. Nell’ospedale didattico veterinario i turni non sono di 24 ore, bensì di 2. Dal preambolo del bando, si evince in modo inequivocabile che il compenso è parametrato esclusivamente sul numero delel chiamate, che vanno a un minimo di 8 ad un massimo di 15 nell’arco di un mese, con un impegno orario, di 2 ore ciascuna, appunto, e un compenso di 20 euro per chiamata».
Sgombrato il campo dalla questione compensi, il direttore generale dell’Università si sofferma sui rapporti di bon ton tra istituzioni. «Nessuna richiesta di chiarimenti, sia formale che informale, ha preceduto la diffusione della lettera di richiesta di revoca del bando – richiesta che avrebbe permesso di fugare ogni dubbio sulla procedura seguita – con l’effetto che i fatti riferiti si risolvono in pura congettura e in occasione – francamente inaccetabile – di dileggio ai danni degll’Università sassarese». Di qui la richiesta da parte dell’ateneo di pubblicazione della propria replica da parte della Fnovi sul suo sito istituzionale «al fine di evitare che il contenuto offensivo possa continuare a produrre ulteriori effetti lesivi». Insomma, c’è il rischio di un “arrivederci in tribunale” perché l’ateneo è determinato ad agire in tutte le sedi a tutela della sua immagine. L’Università non ci sta ad essere accusata di sfruttare i propri laureati. E nella lettera alla Fnovi fa anche presente «che la collaborazione alle attività dell’ospedale didattico veterinario, nell’ambito dei diversi bandi e contratti stipulati, ha consentito a molti giovani medici veterinari di acquisire, oltre che una maggiore qualificazione che solo la formazione continua può dare, anche titoli professionali».
Intanto sulla vicenda si segnala anche la replica della Fnovi al presidente dell’Ordine provinciale dei Veterinari, Andrea Sarria, che aveva lamentato il mancato coinvolgimento nella vicenda dell’organismo che rappresenta. «Di fronte al bando era obbligo morale della Fnovi dare un immediato segnale di disaccordo, come nostra abitudine – scrive il presidente Penocchio – Le ex facoltà indicono bandi per il reclutamento di medici veterinari sottopagati che servono a quelle stesse ex facoltà per produrre altri veterinari destinati ad essere sottopagati e sottoccupati: i veterinari si inseriscono con difficoltà nel momdo del lavoro e ricevono compensi non allineati con il loro profilo professionale».
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