La Nuova Sardegna

Sassari

La droga che genera nuovi mostri

di Gianni Bazzoni

L’allarme di padre Salvatore Morittu: «Tutti vendono e chi compra non sa neppure di che si tratta»

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SASSARI. É risalita l’eroina, la cocaina è stabile, ha fatto la prima comparsa la marijuana trattata chimicamente, quella bagnata con gocce di metadone (ma anche con altre sostanze psicotrope e con l’eroina) che manda in tilt il cervello e causa gravi danni neurologici. E il bollettino si completa con allucinogeni e stimolanti, alcol, oltre a psicofarmaci che vengono assunti senza prescrizione medica. Si è abbassata l’età media di acquirenti e consumatori, la maggior parte dei quali non conosce neppure il contenuto delle sostanze che consuma e gli effetti che provocano sull’organismo. É questa la tendenza preoccupante, che fa paura, del pianeta droga nel territorio del sassarese, dove gli investigatori - già da qualche tempo - hanno sottolineato la facilità di consumo da parte dei giovanissimi (in aumento le ragazze). E c’è un altro aspetto allarmante: ormai, in caso di malori, i consumatori non vengono più neppure accompagnati in ospedale, non si chiedono i soccorsi, scatta l’assistenza «fai da te» ancora più pericolosa perché affidata a banali conoscenze acquisite via internet. «Si aspetta che passi, distesi a terra»: così si gioca con la vita.

L’emergenza sta montando silenziosamente, senza particolari clamori. Anche perché nel frattempo non ci sono stati grandi sequestri di stupefacenti e i movimenti tra ragazzini vengono fatti in modo da non girare grosse quantità. «Sostentamento» quotidiano o del fine settimana, a piccoli gruppi, spesso tra amici e conoscenti. «C’è anche quella che chiamano amnèsia – racconta uno degli investigatori che da anni combattono il traffico e lo spaccio di droga – è arrivata sulla piazza, stranamente in coincidenza con l’estate e con l’aumento della popolazione di vacanzieri. La marijuana trattata è un cocktail tossico. Ci stiamo prestando grande attenzione».

É il mercato dei consumi che si alimenta di nuove schifezze. «Chi vende non sa cosa vende e chi compra non sa cosa compra»: padre Salvatore Morittu, francescano, fondatore di Mondo X Sardegna e di diverse comunità di recupero per tossicodipendenti, da cinque generazioni ormai combatte sul fronte del disagio. E il suo punto di osservazione è strategico, sostenuto da una grande esperienza e da una attenzione quotidiana a un fenomeno che cambia pelle.

«Quest’ultima generazione è sicuramente quella più difficile – afferma – su questo non ci sono dubbi – c’è una ricerca spasmodica del denaro ad ogni costo, abbiamo ragazzi che spacciano per i soldi della giornata e della settimana. Hanno bisogno di avere banconote in mano e mantenere uno stile di vita che altrimenti, in condizioni normali, non sarebbe possibile. C’è un imbastardimento anche dello spaccio di droga, e lo ripeto: tutti vendono e tutti comprano senza sapere neppure cosa. E questa è la grande preoccupazione».

Padre Morittu denuncia un senso di impotenza «che ti dà questa onda sempre molto alta che sta attraversando generazioni precoci, è un vortice che ci mette in difficoltà e che rende difficile anche individuare il punto dal quale cominciare. E allora, dico: ciascuno faccia quello che può, qualche passo in più è necessario. Servono maggiori controlli, scelte coraggiose anche con la collaborazione dei gestori dei locali frequentati dai giovanissimi. Penso a un percorso formativo, per spiegare che il divertimento può essere anche altro, ma si fa fatica a farlo comprendere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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