Ibernazione, ecco come il corpo viene portato a -196°
La parola “morte” nel vocabolario dei crionisti non esiste. Ma cosa succede quando il cuore cessa di battere?
La parola “morte” nel vocabolario dei crionisti non esiste. Chi sceglie l’ibernazione è, casomai, un “paziente”. Cosa succede quando il cuore cessa di battere?
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Prima, sacche di ghiaccio come un sudario, poi l’iniezione del crioprotettore al posto del sangue (per evitare che si creino cristalli di ghiaccio dentro il corpo), infine la sospensione a testa in giù dentro i tewar, immersi nell’azoto liquido a meno 196 gradi.
Immobili per molti decenni, forse secoli. In alcuni casi, negli Usa, la pratica crionica inizia già quando le persone sono nella fase di una malattia terminale o in età molto avanzata. Un team della società va al capezzale e quando la morte legale viene dichiarata, il corpo viene immerso in un bagno di ghiaccio per abbassarne la temperatura. In seguito vengono somministrati diversi medicinali, nel tentativo di rallentare il metabolismo perché non si deteriorino le cellule.
In pochi giorni viene gradualmente abbassata la temperatura, fino ad arrivare a meno 196 gradi: in questo modo – secondo i crionici – è possibile aspettare anche cento anni all’interno delle cisterne verticali che contengono fino a sei corpi a testa in giù. Poi toccherà alla scienza fare la sua parte. (na.co.)
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