La Nuova Sardegna

Sassari

Farmacia a Ottava, dopo quattro anni è tutto da rifare

di Giovanni Bua
Farmacia a Ottava, dopo quattro anni è tutto da rifare

In soffitta l’idea di joint venture tra Comune e università E al posto della parafarmacia c’è una sala di videopoker

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Un progetto vecchio di 4 anni, arrivato nella scorsa consiliatura a pochi metri dal traguardo, ma di nuovo perso nelle more del doppio cambio della guardia in Comune e Università e di un interesse che, almeno da parte dell’Ateneo, sembrerebbe essere scemato, o comunque non ancora confermato. Si tratta della farmacia comunale di Ottava, a lungo attesa dagli abitanti della borgata a 10 chilometri da Sassari, diventata con i suoi quasi 2mila abitanti ormai ben più che un agglomerato di case.

Uno di loro, Marco Cornaglia, ha preso carta e penna per raccontare la storia di una promessa mancata. Già richiamata nel corso dell’attuale mandato da un’interrogazione del consigliere comunale dei 5 Stelle Desi Manca nell’ottobre del 2014. E suggellato, ironia della sorte, dalla chiusura per sfratto della parafarmacia che, in attesa della agognata struttura comunale, era diventato il punto di riferimento della comunità locale. Esercizio sostituito da qualche mese un centro per video poker di sicuro assai meno indispensabile per i bisogni della popolazione.

«Eppure – sottolinea il residente di Ottava – il 24 gennaio 2011 la Nuova sardegna pubblicava “Apre la farmacia comunale”. E ancora il 24 febbraio “farmacia comunale, la commissione approva il progetto”». «Nella campagna elettorale – continua Cornaglia – l’allora candidato sindaco Sanna assicurava a chi, come me, era candidato nel centrosinistra (nei Rossomori ndr), che la farmacia sarebbe stata aperta. Nulla è stato fatto.».

«Per la farmacia comunale di Ottava era prevista una joint venture, una società mista tra Comune e università. L'idea – spiega il sindaco – nasceva da una proposta dell'allora direttore del Dipartimento di Farmacia. Una farmacia che, oltre ad avere un effetto calmierante, poteva anche essere un luogo di formazione per i futuri laureati. Ci sono in Italia esempi di gestione positiva di farmacie comunali e siamo convinti che queste siano importanti anche per l'alto valore sociale che possono avere».

Per la creazione della società che avrebbe gestito la farmacia comunale erano necessari circa 150 mila euro. «Il Comune – aggiunge l'assessore alle Attività produttive Alessio Marras – nel 2013, si era impegnato ad accantonare la sua parte, 78mila euro. L'università avrebbe dovuto mettere la restante, il 48 per cento, 72mila euro. Il cambio al vertice all'università ha portato, però, a un rallentamento della pratica. Abbiamo chiesto all’università di farci sapere se sia ancora interessata all’iniziativa». «Siamo convinti dell’importanza di una farmacia comunale, anche per dare attenzione a una borgata dove, nel tempo, visto il crescente numero di abitanti si giustifica una tale presenza», conclude Alessio Marras.

«Affronteremo la questione in consiglio - riprende il sindaco -, ancora prima, in commissione. Si dovrà decidere se il business plan presentato a suo tempo sia ancora valido, quindi sarà necessario valutare l’opportunità di proseguire anche da soli, consapevoli della necessità di trovare una dotazione finanziaria ulteriore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative