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Sassari

Alla famiglia Azzena il riconoscimento di “Stintinese doc”

Alla famiglia Azzena il riconoscimento di “Stintinese doc”

Il premio assegnato per aver favorito il turismo nel borgo Presentato il nuovo volume sulla storia del paese

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STINTINO. “Stintinese doc”. È il riconoscimento che il Comune del borgo marinaro e il Centro Studi sulla civiltà del mare hanno attribuito alla famiglia sassarese e di origini galluresi degli Azzena. Un riconoscimento che arriva dopo l’intitolazione di una strada del paese al capostipite Salvatore Azzena Mossa, creatore dei Molini Azzena e che salda ulteriormente il solido legame che la famiglia ha avuto e continua ad avere con Stintino. La motivazione del premio è da ricercare nel contributo che gli Azzena hanno dato allo sviluppo del paese e, come frequentatori da generazioni (il primo fu appunto Salvatore Azzena Mossa, che scoprì Stintino, lui tempiese, nel lontano 1887), anche per aver dato il via alla prima forma di turismo che il borgo di pescatori abbia conosciuto. Gli Azzena, infatti, cominciarono a trascorrere le vacanze a Stintino con altre famiglie come i Berlinguer. Il premio è stato consegnato dal sindaco Antonio Diana nel corso dell’appuntamento “Incontri stintinesi”, al decano della famiglia, Pasquale Azzena.

Nel corso dello stesso appuntamento è stato presentato il nuovo libro “Il tempo della memoria 5, storie, leggende, documenti di Stintino”. Storie di pastori, pescatori, torrieri e allevatori di cavalli sull'Asinara, visti attraverso documenti inediti che raccontano un secolo di vita sull'isola, dal 1703 al 1799. Il nuovo volume scritto dal sindaco di Stintino Antonio Diana è il quinto della serie “Il tempo della memoria” e questa volta si concentra esclusivamente sull'isola dell'Asinara. Da dove gli stintinesi traggono le loro radici e proprio a quelle famiglie, i nomi delle quali si trovano tra i 45 nuclei fondatori di Stintino, l'autore arriva nell'ultima parte del volume. Nel libro, con il contributo del saggio della storica Marisa Porcu Gaias, si parla della visita pastorale dell'arcivescovo Giuseppe Sicardo nel 1703, delle ispezioni delle torri e della relazione dell'ingegnere militare De Vincenti, tra il 1720 e il 1721. Ma anche del feudo del marchese di Mores che diventa duca dell'Asinara. «Nel 1799 – scrive Antonio Diana – sull'Asinara vivevano 20 famiglie: alcuni cognomi – Stacca, Maddau, Zirulia, Diana e Scano – sono quelli che ritroviamo nel secolo successivo fra i nuclei storici che hanno dato vita a Stintino».

Durante la serata, inoltre, Maria Margherita Satta e Giacomo Mameli hanno presentato il libro “Stintino nello sguardo etnografico di Enrica Delitala”, a cura di Esmeralda Ughi e Salvatore Rubino, Edes, Sassari 2015. A questo si aggiunge il volume di Alessandro Ponzeletti, Stintino, inserito nella collana "Tutti i comuni della Sardegna" curata da Salvatore Tola ed edito da Carlo Delfino a Sassari nel 2014. A presentarlo è stato Pasquale Porcu.

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