La Nuova Sardegna

Sassari

Istituti superiori al via tra disagi e tante speranze

di Andrea Massidda
Istituti superiori al via tra disagi e tante speranze

A una settimana dall’inizio delle lezioni ancora cantieri e arredi da completare Ma i lavori al Marconi sono terminati e per il liceo coreutico c’è una nuova sede

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SASSARI. Corridoi interrotti da cantieri, tetti per i quali si attende l’agibilità, arredi che mancano, aule imbrattate da disegni osceni, disinfestazioni da eseguire nei cortili. Ma anche controsoffittature completamente rifatte al Marconi, una nuova sede già assegnata per gli alunni dell’indirizzo coreutico e musicale del liceo Azuni, 100mila euro già stanziati per l’acquisto di arredi e l’ormai imminente certificazione antincendio per l’istituto Alberghiero. Quando manca una settimana all’inizio delle lezioni la fotografia delle 16 scuole superiori cittadine è ancora in chiaroscuro. Tuttavia, a ben vedere, le luci sono più delle ombre. Così, soprattutto grazie al fatto che è stato garantito lo stipendio almeno sino a dicembre gli operai della Multiss - la società interamente partecipata dalla Provincia che si occupa delle manutenzioni ordinarie -, il rischio che il rientro in classe possa slittare è praticamente nullo. E per i 15.157 studenti iscritti negli istituti della nord ovest della Sardegna la campana suonerà puntuale, come assicurano i presidi delle varie scuole e l’architetto Vittoria Loddoni, dirigente del Settore edilizia e patrimonio della Provincia.

Le criticità, si spera provvisorie, si registrano in paritcolare al liceo scientifico Spano, dove alunni e professori per passare da una parte all’altra dell’istituto sono costretti a utilizzare il “ponte” del primo piano. «L’impresa che stava eseguendo i lavori dall’ottobre del 2014 a gennaio ci ha comunicato che li avrebbe interrotti perché la Provincia non pagava, e la Provincia ci ha spiegato che da parte sua non riceveva denaro sufficiente dalla Regione», racconta la preside Maria Paola Curreli, che nonostante tutto confida in una celere soluzione del problema. Dall’istituto Margherita di Castelvì (Magistrali) fanno invece sapere che nella sede di via De Carolis, da poco oggetto di un’incursione vandalica, giacciono ancora a terra i pezzi di vetro di venti finestre andate in frantumi durante il raid: non si possono toccare, e quindi raccogliere, sino al benestare dell’autorità giudiziaria. E sempre in quel presidio ci sono diciannove aule off limits perché sui muri sono in mostra «opere d’arte» poco consone al decoro di una scuola: nessuno le cancella perché è in corso un contenzioso tra la Provincia e l’istituto che occupava quelle classi.

A sottolineare qualche disagio è anche Maria Giovanna Oggiano, preside dell’Angioy (Industriali), con ben 1.600 alunni. «Abbiamo problemi cronici per quanto riguarda l’obsolescenza dei laboratori - dice - , ma stiamo parlando dei massimi sistemi. Più concretamente, ora abbiamo bisogno di banchi, sedie e cattedre per arredare almeno due aule. Ho appena mandato una raccomandata via email, per evitare che, come l’anno scorso, tutto ci arrivi qualche ora prima dell’inaugurazione dell’anno scolastico. Sostanzialmente soddisfatti, invece, i presidi Massimo Sechi (liceo classico Azuni) e Francesco Cesaraccio (Alberghiero), pronti a partire con le lezioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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