Piano socio-assistenziale contro le nuove povertà
Nel progetto che approda in consiglio comunale più attenzione alle indigenze Quadro inquietante: aumentano gli sfratti e le difficoltà per pagare le bollette
PORTO TORRES. Le uniche variazioni significative del Piano socio-assistenziale che approderà in consiglio comunale la prossima settimana, vanno ricercate in una maggiore pressione sul Servizio sociale da parte delle nuove povertà. Nuovi stati di vera e propria indigenza conseguenti alla profonda crisi economica che investe il territorio, che ha portato per esempio al netto aumento degli sfratti esecutivi, all’aumento degli slacci operati da Abbanoa e alle difficoltà nel pagare le utenze elettriche. Un aumento importante - da non sottovalutare assolutamente nell’ambito cittadino - riguarda i soggetti minorenni segnalati dall'autorità giudiziaria. Ieri mattina la commissione consiliare ai Servizi sociali, presieduta da Paola Conticelli, si è riunita proprio per discutere della “parte spese” che è parte integrante del Piano annualità 2015-2017. Una voce cospicua sotto il profilo economico è dedicata alle compensazioni economiche dei soggetti che si trovano ricoverati in strutture di accoglienza, non da meno il servizio di assistenza domiciliare dedicato alle persone che si trovano in condizione di parziale o totale non autosufficienza fisica. Una novità riguarda i contributi alle povertà estreme, in aumento costante nel territorio comunale, dove il Comune ha predisposto un bando pubblico che andrà in pubblicazione entro dicembre per la formazione di una graduatoria di aventi diritto secondo determinate caratteristiche di povertà.
Qualche problema esiste invece dallo scorso giugno sui servizi territoriali Asl: «Il Consultorio presente nel poliambulatorio Andriolu non ha piu la figura dello psicologo-psicoterapeuta - lamenta Tellini -, in quanto l'operatore di ruolo è andato in pensione e all'ente non è stata fornita alcuna data certa sul reintegro della figura: questa situazione ci costringe a non ottemperare alle prescrizioni dell'autorità giudiziaria rispetto al sostegno psicologico sia nei confronti di minorenni sia degli adulti (ad esempio il sostegno alla genitorialità)». Anche al singolo cittadino, comunque, è negata l'opportunità di rivolgersi alla figura dello psicologo nel momento in cui si trova in difficoltà e non ha i danari per rivolgersi ad uno psicoterapeuta privato.
Senza dimenticare che Il Centro di salute mentale, nonostante l'impegno della precedente amministrazione nel reperire spazi idonei, di fatto non è più attivo da circa dieci mesi, con tutte le problematiche immaginabili che derivano dall'assenza di un ambulatorio di psichiatria. Il bacino di utenza infatti, parliamo di persone con patologie psichiatriche accertate, è costretto a recarsi a Sassari per le consulenza mediche.
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