Sel all’attacco: «Non serve una bonifica fatta a metà»
Interpellanza urgente del deputato Michele Piras, domani al Ministero si decide Progetto Nuraghe, contestata la costruzione di due nuove discariche di rifiuti
PORTO TORRES. Approda in parlamento la questione delle bonifiche e, in particolare, il progetto Nuraghe: una interpellanza urgente al ministro dell'Ambiente è stata presentata da parte del deputato di Sel Michele Piras. Una urgenza dettata soprattutto dal fatto che domani si svolgerà al Ministero la conferenza dei servizi decisoria sul progetto di bonifica del sito industriale di Porto Torres. In sostanza, si dovrà decidere se l’elaborato presentato dall’azienda Astaldi potrà essere messo in opera o meno. «Chiedo di sapere quali siano le caratteristiche del progetto – dice Piras –, quale sia l'opinione in merito del Ministero e come si intenda rendere partecipi del processo decisionale la comunità locale». Tre domande fondamentali che racchiudono tutto il filo del discorso bonifiche, anche perché la riunione di mercoledì potrebbe dare il via libera al progetto che ha vinto l’appalto visto che gli Enti locali interessati (Regione, Provincia, Comune, Arpas e Asl) sarebbero orientati ad approvarlo. «Non è accettabile che per Porto Torres si preveda una bonifica a metà – aggiunge il deputato sardo –, e non è concepibile che si costruiscano due nuove discariche di rifiuti pericolosi. Ritengo scandaloso che su una questione così urgente ed annosa si stia convergendo su un progetto monco senza che nessuno rivendichi ciò che sarebbe giusto: una bonifica integrale dell'area e un risarcimento per il danno prodotto, in larga parte, dall'industria pubblica». Già nel 2013 il consiglio comunale respinse all'unanimità questa ipotesi, e il parlamentare di Sel non riesce a capire perché oggi «sul tema taccia sia la nuova amministrazione turritana che la Regione Sardegna».
Il tema delle bonifiche del sito industriale oggi più che mai è molto sentito dalla cittadinanza, in quanto centrale rispetto alle prospettive di sviluppo sociale, turistico ed economico del territorio, oltre che fondamentale da un punto di vista ambientale e occupazionale. Le informazioni raccolte dal deputato dicono che il progetto prevede un intervento preliminare nell’area di Minciaredda attraverso la tecnologia Multi Phase Extraction (MPE) per garantire l’allontanamento delle acque presenti nel sottosuolo, separandole dal surnatante, ed estraendo le frazioni organiche volatili presenti nel sottosuolo. Il problema resta però - secondo Michele Piras - la piattaforma polifunzionale da costruire nella stessa area di Minciaredda e la realizzazione di due siti di raccolta che non sono altro che discariche per rifiuti speciali.
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