La Nuova Sardegna

Sassari

I vincitori esclusi: «Trattiamo sull’area per il campus Ersu»

di Vincenzo Garofalo
I vincitori esclusi: «Trattiamo sull’area per il campus Ersu»

Proposta all’ente dei proprietari dei terreni di Piandanna Riaprire la trattativa e magari rivedere il prezzo di acquisto

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SASSARI. Esclusi dai progetti di Ersu, Università e Comune per la costruzione del campus universitario, nonostante abbiano vinto una selezione proposta dallo stesso Ersu, gli eredi Satta-Branca e la famiglia Segni non gettano la spugna.

Dopo avere presentato un ricorso al Tar, ora rilanciano: i proprietari dell’area di Piandanna dove sarebbe dovuto nascere il campus universitario da 500 posti e letto e da 40 milioni di euro, hanno inviato una lettera al presidente della Regione, all’assessore regionale alla Pubblica istruzione, al sindaco, al rettore e ai vertici dell’Ersu, dicendosi disposti a riaprire la trattativa e, se necessario, anche a trattare sul prezzo di acquisto dei loro terreni.

In seguito alla chiusura del bando pubblicato a suo tempo dall’Ersu, e vinto da Satta-Branca e Segni, l’Ente avrebbe dovuto acquistare i terreni offerti per 10,72 milioni di euro dalla famiglia Segni e dagli eredi Satta-Branca (fra il Polo bionaturalistico di Piandanna e la sede dell’Agenzia delle entrate). Soldi che sarebbero stati prelevati dai 40 milioni di fondi messi a disposizione per metà dal Cipe e per l’altra metà dalla Regione.

Ora quel progetto e quella graduatoria sono carta straccia, soppiantati dalla nuova idea proposta dal sindaco di Sassari, Nicola Sanna, e sposata dal rettore e dall’Ersu: realizzare tre case dello studente piuttosto che il campus universitario. Una nella caserma La Marmora in piazza Castello (attuale sede del Comando Brigata Sassari), una nell’ex brefotrofio di via delle Croci, di fronte alla chiesa di San Pietro, struttura ora di proprietà dell’Università, e l’ultima a Piandanna, in un terreno di proprietà dell’Università, proprio di fronte all’orto botanico, all’imbocco della quattro corsie che conduce alla strada provinciale per Ittiri.

A fine luglio la giunta regionale ha approvato una delibera con cui, in seguito alla rimodulazione dei fondi Cipe, assegna a Sassari 23 milioni di euro: 3 per realizzare il vecchio progetto della casa dello studente nei locali dell’ex Fondazione Brigata Sassari, in via Carlo Felice, e 20 per costruire una nuova residenza nell'area di san Lorenzo con 290 posti letto e servizi, secondo un piano predisposto dall’Università. Questa soluzione, scrive il professore Guido Clemente, procuratore degli eredi Satta Branca e della famiglia Segni, «fa perdere circa 20 milioni di euro di stanziamenti destinati alla Sardegna», spiega.

«A fronte di 40 milioni se ne spenderanno 23, di cui una parte per un vecchio progetto, già finanziato a suo tempo. Il resto si spera possa essere recuperato dai finanziamenti per la Sardegna del POR 2014-2020, e quindi a scapito di altri possibili interventi», scrive ancora Clemente. «L’offerta vincitrice del bando originario rimane una soluzione tuttora praticabile, che eviterebbe ritardi e perdita di finanziamenti. Il prezzo richiesto è in linea con i criteri stabiliti dallo stesso bando, e rapportato per superficie e volumetria ai parametri indicati dalla legge Gelmini per i campus universitari».

Quindi l’apertura a una trattativa: «Riguardo al prezzo, i proponenti hanno sempre manifestato la disponibilità ad accettare la valutazione dell’Agenzia del territorio, prevista dalla legge e dal bando, e qualora tale valutazione fosse considerata non adeguata alle esigenze dell’Ersu, sono tuttora disposti a valutare l’ipotesi di cessione a prezzi inferiori».

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