Basket A1 in carrozzina umiliato al Palasport Mura
Manca un certificato: sì alle partite del campionato nazionale, ma a porte chiuse Il Gruppo sportivo disabili: «A giugno ci avevano assicurato che era tutto a posto»
PORTO TORRES. Dopo il maquillage completo e gli interventi strutturali dello scorso anno, il palasport “Alberto Mura” non ha ancora il certificato di prevenzione antincendio che permette alla struttura di essere agibile al suo utilizzo in presenza di pubblico. Il Gruppo sportivo disabili, squadra che parteciperà al prossimo campionato di serie A1 di basket in carrozzina, ha ottenuto ieri sera l’autorizzazione a giocare le partite del torneo nazionale a porte chiuse, in attesa che terminino quei lavori che non sono ancora iniziati.
«Già dallo scorso giugno avevamo chiesto agli uffici comunali se esistevano problemi per l’utilizzo della struttura – ricorda il presidente del Gsd Bruno Falchi –, e ci era stato risposto che era tutto a posto: oggi (ieri) scopro che non è così, e nel frattempo ci sono Federazione e Coni che vogliono sapere quale sarà il nostro campo da gioco prima di stilare i calendari».
Una situazione paradossale, comunque, perché dopo aver ristrutturato tutto il palazzetto di via Palladio, si pensava che fosse tutto a posto per poter ospitare i circa duemila spettatori che può contenere il “PalaMura”: «La scorsa stagione sportiva siamo dovuti emigrare ad Olmedo per giocare – aggiunge Falchi -, in attesa che si concludessero i lavori al palazzetto, con un danno economico mai rimborsato e soprattutto una struttura che alla fine risulta non ancora agibile: il responsabile del settore Patrimonio, giustamente, non si è assunto la responsabilità di firmare un atto di agibilità in mancanza della documentazione prevista dalla legge, e noi dovremo giocare le partite a porte chiuse senza avere alcuna colpa al riguardo».
Eppure il palasport ha ospitato due concerti di Massimo Ranieri con il pieno di pubblico, oltre alla kermesse pugilistica dell’Italia Thunder, ma in quelle occasioni era presente la squadra dei vigili del fuoco a fare da supporto agli eventi. Situazioni del genere sono prevista dalla legge – perché i vigili del fuoco, con la loro presenza, suppliscono alla mancanza del certificato prevenzione antincendio –, ma non si può continuare ad agire nell’emergenza (spendendo tra l’altro quattrini) invece di mettersi in regola una volta per tutte e rendere finalmente agibile un patrimonio pubblico a favore degli sport e non solo. Per gli atleti del basket in carrozzina, giocare a porte chiuse è anche un danno d’immagine proprio quest’anno che la società aveva allestito un organico in grado di poter combattere per lo scudetto e per le coppe europee, dove l’apporto del pubblico è importante per incitare una squadra che rappresenta Porto Torres in Italia e in Europa.
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