La Nuova Sardegna

Sassari

Profughi al Villaggio grigio di Platamona, si fa avanti una cooperativa

di Andrea Massidda
Profughi al Villaggio grigio di Platamona, si fa avanti una cooperativa

La proposta per il servizio di accoglienza già ventilata negli uffici della prefettura.  I timori di chi lavora nel centro commerciale: «Per noi sarebbe il colpo di grazia»

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SASSARI. Al prossimo bando di gara per l’affidamento del servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale - programmato dalla prefettura entro la fine del mese - potrebbe concorrere anche una cooperativa decisa a dare ospitalità ai profughi in un locale del centro commerciale davanti al cosiddetto “Villaggio grigio”, nella terza discesa a mare di Platamona.

L’ex negozio. È l’indiscrezione che circola insistentemente in questi giorni e che dagli uffici territoriali del governo confermano. Di più: i rappresentanti della coop si sarebbero già proposti per mettere a disposizione gli spazi nel caso dovesse verificarsi una situazione di emergenza (eventualità dietro l’angolo, visti gli sbarchi quotidiani), contando quindi sull’affidamento provvisorio del servizio senza necessità di attendere il bando di gara. Tuttavia, sempre dalla prefettura chiariscono un dettaglio importante: in quello spazio di circa 350 metri quadri che si vorrebbe trasformare in ostello per migranti (sino a qualche anno fa era un negozio di mobili), al momento potrebbero non esserci le condizioni igienico-sanitarie richieste per un’operazione del genere. In particolare i problemi sarebbero legati agli allacci alla rete idrica e fognaria.

Commercianti in ansia. Fatto sta che in attesa di capire se la cooperativa si farà effettivamente avanti, i pochi commercianti che coraggiosamente hanno mantenuto un’attività in quel centro ormai quasi abbandonato non nascondono perplessità e paure. C’è chi ad esempio teme che per i negozi sopravvissuti al degrado campando con i turisti di passaggio, l’arrivo dei migranti - e di tutti i loro drammi incompatibili con una località delle vacanze - finisca per essere il colpo di grazia. «Non voglio neanche pensare che qui vengano davvero ospitati i migranti - dice Giovanni Carboni, titolare di un negozio specializzato in articoli per la pesca -, perché per noi sarebbe economicamente una tragedia. Un tempo - continua - questo luogo era una vera perla, frequentato ogni giorno da migliaia di persone, poi qualcuno che forse aveva interessi poco limpidi ha cominciato a gettare fango sulla zona. E questo è il risultato: pochi clienti e degrado assoluto, a dire il vero anche a causa di certi condomini che non pagano regolarmente le quote».

Effetto ghetto. Sulla fama non esattamente glamour del Villaggio grigio (il nome certo non aiuta) e del centro commerciale che gli sta accanto ha pesato - e ancora pesa - un tremendo fatto di cronaca nera avvenuto circa vent’ anni fa. «Quel tragico episodio che coinvolse anche il mondo dei night club - ammette il negoziante Giovanni Carboni - contribuì moltissimo ad allontanare turisti e clienti del posto. Purtroppo - aggiunge - questo luogo finiva regolarmente sulle pagine dei giornali per questioni legate alla prostituzione e la gente non è più tornata, nemmeno quando l’ambiente si è ripulito totalmente». Il timore di molti abitanti è che il centro commerciale del Villaggio grigio, per le sue caratteristiche periferiche (ricade nel territorio di Sorso), con l’arrivo di decine di profughi diventi un vero e proprio ghetto.

Hotel Bellavista. L’ipotesi di questa trasformazione - per ora neanche ufficializzata - riporta alla ribalta la polemica sull’opportunità o no di creare dei centri accoglienza per migranti nelle aree a vocazione turistica. Anche perché nel frattempo è trapelata la notizia che l’Hotel Bellavista di Fertilia non è stato giudicato idoneo a ospitare profughi, probabilmente a causa di un contenzioso ancora in corso tra la Regione (attuale proprietaria) e la società che lo ha gestito per anni come meraviglioso albergo sul mare».

La borgata. Una vittoria, per il comitato di cittadini della borgata algherese, che si era opposto sin da subito. «Non abbiamo mai abbassato la guardia per tutelare una realtà economica e sociale delicatissima- dice il presidente Luciano Solinas -, oggi apprendiamo che la sciagurata ipotesi di triplicare il numero di richiedenti asilo, occupando per giunta l'ex Hotel Bellavista è definitivamente scongiurata. Confermiamo la soddisfazione per aver ottenuto questo risultato dopo manifestazioni, interventi quotidiani nei confronti delle istituzioni, e persino un esposto alla procura della Repubblica. Siamo stati tacciati di razzismo ma Fertilia ha sempre dimostrato grande tolleranza accogliendo per oltre trent’ anni la comunità rom e oggi una colonia di rifugiati nella struttura del Vel Marì. Da qui ad accogliere altri duecento richiedenti asilo nell'unica struttura nevralgica, il cui utilizzo improprio avrebbe cancellato le speranze di vedere avviato il Piano di riqualificazione urbana già approvato dalla Regione, la distanza è enorme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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