Un seminario yoga con i maestri indiani
Da oggi sino a domenica le lezioni dei due massimi esponenti del metodo Iyengar
SASSARI. Filosofia, asana e pranayama: è il programma del seminario dei maestri indiani Rajiv e Swati Chanchani, autori del testo “Yoga for children”, che si terrà dal 18 al 20 settembre nella palestra del liceo Azuni, a Sassari, che ospita i due massimi esponenti del metodo Iyengar (il teorico massimo della disciplina, scomparso nel 2014), invitati dal loro centro studi ai piedi dell’Himalaya da Antonio Piras (India e Inghilterra nel curriculum per insegnare a Sassari), che arricchisce i corsi con seminari mirati tenuti dai suoi maestri. Penny Chaplin tra questi – matura signora british style (allieva diretta di BKS Iyengar per quarant’anni) – regala momenti formativi da applausi: «Ciò che avete capito con il corpo tenetelo, raccomanda; ciò che avete capito con la testa, gettatelo via».
Per l’Unesco, dal 2015, il 21 giugno è International yoga day, accogliendo la richiesta del presidente indiano Modi, assiduo praticante, ed esaudendo le preghiere di Iyengar. Lo yoga è una disciplina complessa: impegnativa nella pratica e nella filosofia codificata da Patanjali (secondo secolo Ac); i Sutra raccolti, aforismi in forma scritta, superano l’oralità precedente. È notevole la letteratura disponibile, manuali e testi di filosofi delle religioni (Mircea Eliade, Tainmi ) e scrittori quali Isherwood. Lo yoga è il regalo che l’India fa al mondo e il fascino delle sue culture ha radici consolidate. Iyengar è scomparso lo scorso anno; grande risalto di stampa per lui – Guruji – che “libera” la disciplina dalle implicazioni religiose, consentendone universalmente la pratica. I benefici terapeutici dello yoga in malattie osseo scheletriche e neurologiche sono appunto consigliati sino ai limiti del miracolo.
L’ideazione e l’utilizzo di supporti per le posizioni è uno stadio della pratica: mattoncini e tavolette di gomma, cuscini, corde a muro, cinture e sedie sono d’aiuto al perfezionamento delle posizioni via via più complesse, grazie alle quali il corpo si educa consapevole delle potenzialità individuali, e della respirazione. (s.s.)
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