Ospedale, un progetto che divide
Dibattito dopo che i Pd Ganau e Lai hanno criticato l’attuale piano immobiliare
SASSARI. Il bando dell’Aou sul nuovo ospedale ha acceso in città un vivace dibattito. A lanciare la pietra nello stagno sono stati il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau e il senatore del Pd Silvio Lai, che hanno chiesto al governatore Pigliaru di bloccare il bando e ripensare il progetto: «Non è all’altezza delle aspettive di Sassari che punta a diventare il secondo polo sanitario dell’isola». E ancora: «Sarebbe un enorme spreco di risorse, creerebbe due pezzi di ospedale e non realizzarebbe una fusione compiuta tra Aou e Asl». E infine: «Le risorse finanziare non coprono la terza stecca bianca alle cliniche: ci stiamo condannando a un’incompiuta». Ma altri politici, anche dello stesso Pd, la pensano in maniera diametralmente opposta.
Salvatore Demontis (consigliere regionale Pd): «Sono più che convinto che il progetto di riqualificazione della struttura ospedaliera debba andare avanti. Intanto se non si rispettasse la data del 31/12 potrebbe essere a rischio l'intero finanziamento (95 milioni) e non solo il 5%. Perderemmo così anche la possibilità di avere i fondi per il secondo stralcio funzionale. Cosa dovremmo fare? Cercare un'altra area e ricominciare tutto da capo? La perfezione è contraria del bene. Si tratta di un progetto perfettibile, come tutti, ma si sta utilizzando lo strumento dell'appalto integrato complesso, molto flessibile: ossia va in gara il preliminare e con il definitivo e l'esecutivo si avranno tutti gli spazi di miglioramento e di adeguamento alle mutate esigenze. Credo che lo sforzo comune debba essere invece quello di garantire a Sassari la chirurgia pediatrica».
Luigi Lotto (consigliere regionale Pd): «Sono anni che Sassari attende che le proprie strutture ospedaliere vengano adeguate alle esigenze delle città e del territorio e per troppo tempo abbiamo assistito a continui rinvii e perdita di finanziamenti. L'obiettivo deve essere quello di realizzare la migliore soluzione progettuale dati finanziamenti disponibili e dati i tempi di gara ristretti. Con queste condizioni di partenza, a luglio il progetto è stato presentato all'attenzione degli amministratori locali, dei consiglieri regionali e dei parlamentari. Dal loro generale apprezzamento del progetto, tutti riconobbero in quella occasione che si era trovata la migliore soluzione possibile. Credo che rimettere in discussione oggi quel percorso sia assolutamente contrario all'obbiettivo di utilizzare al meglio le risorse disponibili e a quello ancor più importante di dare alla città e al territorio una moderna e funzionale struttura ospedaliera. Se nel pieno dell'avvio di una gara di tale portata, si riapre la discussione che può sfociare in polemica, il danno che ne può derivare è incalcolabile.
Nanni Campus (Ex consigliere regionale Pdl): «Il progetto non mi piace e l’ho rimarcato più volte. Trovo folle pretendere di inglobare i reparti e le funzioni del Santissima Annunziata dentro un progetto finanziato con i soldi che dovevano servire alla realizzazione del materno infantile. Mi spiego meglio: i famosi 95 milioni di euro sono risorse che risalgono al 2008 quando ancora c’era la Dirindin. Nella programmazione venivano finanziati i casi più urgenti della sanità, ovvero il San Gavino e il Materno infantile dell’Aou. Ora io mi chiedo: se quei soldi servivano a costruire solo il materno infantile, a distanza di otto anni come possono essere sufficienti a creare un nuovo ospedale che contenga anche tutto il Santissima Annunziata? Io resto del parere che l’ospedale civile debba continuare a esistere e a lavorare come sta facendo, che si debba costruire il nuovo edicificio adiacente alla stecca bianca, e che tutte le strutture debbano essere coordinate da una regia unica».
Tore Amadu (ex consigliere regionale Pdl): «Nella passata legislatura, nel ruolo di Consigliere Regionale, mi sono fortemente battuto, insieme ad altri colleghi, per assicurare alla nostra sanità i mezzi finanziari necessari a farla crescere. Ritengo che sia indispensabile evitare che, a fronte di un finanziamento in cammino dal 2009 ottenuto, ripeto, dopo tante battaglie politiche, si propongano interventi "fuori tempo massimo" rispetto alla stringente tempistica (bando di gara in corso) imposta dalla normativa per l'utilizzazione del finanziamento. Rivolgo un appello affinchè si eviti che questo territorio possa perdere un'opportunità irripetibile.
Dico sì al confronto anche serrato, ma senza rischiare il risultato finale o intraprendere percorsi al buio».
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